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Risultati da 1 a 10 DI 22

16/06/2016 Nuovo studio su migliaia di donne evidenzia il nesso

La fibrillazione atriale aumenta il rischio di cancro
La fibrillazione atriale non aumenta soltanto il rischio di complicanze di carattere cardiovascolare, ma anche quello di insorgenza del cancro. Lo ha stabilito un vasto studio pubblicato su Jama Cardiology su un campione di circa 35mila donne seguite per quasi 20 anni.
Il team guidato da David Conen e dai suoi colleghi dell'Ospedale universitario di Basilea ha analizzato per l'esattezza un campione di 34.691 donne oltre i 45 anni che all'inizio del periodo di osservazione non mostravano ... (Continua)

09/03/2016 16:31:00 Disponibile idarucizumab, l'antidoto a dabigatran

Dabigatran, il primo farmaco con l’air bag
Disponibile anche in Italia idarucizumab, farmaco che inattiva in maniera specifica l’effetto di dabigatran, inibitore diretto della trombina, primo della nuova generazione di anticoagulanti orali.
I Nuovi Anticoagulanti Orali (NAO) stanno assumendo un ruolo sempre più strategico nella prevenzione di eventi tromboembolici nei pazienti a rischio. Per questo motivo diventa importante poter disporre per le rare situazioni d’emergenza, di strumenti che ne inattivino gli effetti in maniera ... (Continua)

25/01/2016 10:13:00 La localizzazione scorretta della proteina aumenta il rischio

Apnee e rischio cardiovascolare, il ruolo di CD59
Chi soffre di apnee ostruttive del sonno ha anche un rischio aumentato di problemi cardiovascolari. Uno studio apparso su Science Translational Medicine ora ne spiega il motivo.
A determinare l'aumento del rischio sarebbe una posizione non corretta della proteina CD59, fattore che innalzerebbe appunto il rischio cardiovascolare nei soggetti che soffrono di apnee.
Sanja Jelic, docente di medicina presso il Columbia University Medical Center di New York, spiega: «L'apnea ostruttiva del ... (Continua)

12/01/2016 11:05:00 Esami non necessari in caso di stabilità clinica

Le pratiche da evitare in ematologia
C'è una nuova lista di procedure da evitare. L'hanno redatta gli ematologi dell'American Society of Hematology (Ash) nell'ambito dell'iniziativa Choosing Wisely, che punta a ridurre i test e le pratiche inutili.
Gli esperti americani ricordano che un prelievo di sangue per degli esami di routine può significare la perdita di mezzo litro di plasma, una quantità a cui pazienti malati non possono permettersi di rinunciare, soprattutto se i test non stanno fornendo alcuna indicazione ... (Continua)

18/12/2015 12:25:00 Studio in contesto real life conferma l'efficacia del farmaco

I benefici di Rivaroxaban nella trombosi venosa profonda
Il farmaco Rivaroxaban prodotto da Bayer sembra efficace anche nel trattamento della trombosi venosa profonda (Tvp). A dirlo è uno studio prospettico osservazionale non interventistico (Xalia) condotto in un contesto “real life”.
I risultati, presentati nel corso del Congresso annuale della Società americana di ematologia che si è tenuto a Orlando, dimostrano la riduzione delle percentuali di emorragia maggiore e di recidive nel tromboembolismo venoso (Tev) rispetto alla terapia ... (Continua)

20/10/2015 15:22:00 La lista italiana e quella americana

Le pratiche da evitare in medicina interna
Anche in medicina interna ci sono pratiche molto comuni che sarebbe meglio evitare o il cui uso andrebbe comunque ridimensionato. La Fadoi (Federazione delle Associazioni dei Dirigenti Ospedalieri Internisti) ha aderito all'iniziativa “Fare di più non significa fare meglio” messa in campo da Slow Medicine.
Gli esperti della Fadoi hanno deciso di stilare una lista di 10 punti sulle pratiche a rischio di inappropriatezza. Le scelte si basano sulla realtà clinico-sanitaria ... (Continua)

18/09/2015 15:46:34 Incidenza maggiore anche per chi si opera all'anca
Gli interventi al ginocchio aumentano il rischio di infarto
Operarsi all'anca o al ginocchio può avere conseguenze gravi per il nostro cuore. Secondo una ricerca pubblicata su Arthritis & Rheumatology, i pazienti affetti da osteoartrosi che si sottopongono ad artroplastica di ginocchio o di anca mostrano un rischio di infarto del miocardio superiore alla media. L'effetto è però limitato al primo mese post-operatorio, dopodiché la percentuale ritorna nella norma. Il rischio di tromboembolismo venoso e polmonare, però, rimane più elevato per anni.
Il ... (Continua)
21/07/2015 11:10:00 La terapia ormonale non aumenta il rischio di coaguli
Il testosterone non è legato al tromboembolismo venoso
La coagulazione del sangue non è messa a rischio da una terapia a base di testosterone. Lo dice uno studio della University of Texas Medical Branch di Galveston pubblicato su Mayo Clinic Proceedings.
Chi è affetto da tromboembolismo venoso subisce spesso la formazione di coaguli di sangue nelle vene, che vengono così intasate. Le forme più comuni della malattia sono la trombosi venosa profonda, che si manifesta il più delle volte nelle gambe, e l’embolia polmonare, che crea coaguli nei ... (Continua)
24/06/2015 11:42:00 Pillole a base di drospirenone più pericolose delle altre

Rischio coaguli per la pillola di terza generazione
Le pillole a base di drospirenone e altri ormoni, definite di terza generazione, aumentano il rischio di trombosi rispetto alle versioni precedenti. A dirlo è uno studio pubblicato sul British Medical Journal da un team della Nottingham University.
La ricerca ha considerato l'associazione fra l'uso dei contraccettivi orali di terza generazione – che contengono cioè drospirenone, desogestrel, gestodene e ciproterone – e il rischio di tromboembolismo venoso.
Gli studiosi inglesi hanno ... (Continua)

22/06/2015 10:09:00 Per il tromboembolismo venoso associato a cancro
Nuovo studio su pazienti oncologici per Edoxaban
Sta per partire un nuovo studio internazionale che valuterà l’efficacia e la sicurezza di edoxaban, inibitore orale selettivo del fattore Xa, in monosomministrazione giornaliera, per il trattamento del tromboembolismo venoso (TEV) associato a cancro.
Lo scopo dello studio è valutare, nei pazienti malati di cancro, edoxaban rispetto a dalteparina nella prevenzione delle recidive di TEV o di sanguinamenti maggiori a seguito di una trombosi venosa profonda (TVP) o embolia polmonare (EP). ... (Continua)

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