5 cose da sapere per le mamme che vogliono un ritocco

La richiesta più comune è tornare a come si era prima della gravidanza

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Keywords | chirurgia, estetica, mamma,

Seno svuotato e cadente, fianchi accentuati, pancia prominente e addominali “aperti”. Quando le neo mamme tornano a guardarsi allo specchio dopo la gravidanza, spesso scoprono un corpo che non riconoscono più.
«Di solito succede quando il bambino ha 2-3 anni di età, è diventato più indipendente e la mamma torna ad avere più tempo per sé», dice Raffaele Rauso, chirurgo plastico presidente della FIME (Federazione Italiana Medici Estetici) e docente all’Università di Foggia, fondatore del surgery network ChirurgiadellaBellezza con studi a Milano, Roma, Napoli e Caserta.
Il fenomeno è sempre più in crescita, tanto che negli Stati Uniti è stata coniata l’espressione “Mommy Makeover” per definire il pacchetto di interventi per tornare in forma subito dopo la gravidanza: «In Italia non ci sono gli eccessi americani: da noi le mamme non si rivolgono al chirurgo nei primi mesi dopo il parto, quando sono troppo impegnate nell’accudimento del bambino, ma aspettano un paio di anni. Il problema subentra quando il corpo non torna più come prima, neanche seguendo una dieta e facendo attività fisica: la maternità porta cambiamenti fisici difficili da accettare per una donna, che spesso si rivolge al chirurgo plastico per tornare a sentirsi bene con se stessa».

Ecco cosa c’è da sapere:

1) La richiesta principale è tornare a essere come prima della gravidanza, senza eccessi. «Sono donne che magari hanno accettato serenamente quello che può essere considerato un difetto, come un naso importante o le orecchie a sventola, ma che non riescono a stare bene con il proprio corpo trasformato dalla gravidanza», spiega Rauso.

2) Risollevare il seno caduto. Con la gravidanza e l’allattamento il seno si ingrossa, per poi rimpicciolirsi: il risultato è che tende a svuotarsi e a cadere. Per ridare tonicità alla pelle e restituire il volume perduto, si risolleva il seno in sala operatoria, con un intervento che si chiama mastopessi: nel 2014 in Italia, secondo i dati Aicpe, questi interventi sono cresciuti del 12% rispetto all’anno precedente e la tendenza è in crescita. «L’intervento, che si svolge in day hospital, in anestesia locale con sedazione, prevede delle incisioni che possano far "risalire" il seno nella sua posizione naturale e nella stragrande maggioranza dei casi viene inserita anche una piccola protesi per garantire il ripristino del volume mammario», spiega Rauso.

3) Il postintervento è la fase più delicata. Tra le preoccupazioni principali delle mamme che desiderano sottoporsi a un intervento di chirurgia plastica, insieme con la sicurezza e la professionalità del medico, c’è la gestione del bambino. «Molte si fanno ospitare da mamme e suocere o cercano un aiuto per il periodo postoperatorio, quando non potranno fare movimenti e dovranno stare a riposo», afferma il presidente FIME. In particolare, quando ci si opera al seno, non è possibile sollevare pesi, né tantomeno prendere in braccio il bambino. «Questo inconveniente diminuisce con le protesi in poliuretano, che utilizzo spesso sulle neomamme in alternativa a quelle con involucro di silicone: aderiscono meglio ai tessuti e non rischiano di spostarsi. Inoltre, essendo utilizzate da anni, sono sicure e con un ottimo risultato estetico», aggiunge Rauso.

4) Liposuzione sì, ma solo in certi casi. «Dopo la maternità, può capitare che resti un po’ di “pancetta” o dell’adipe in eccesso sui fianchi: se si tratta di accumuli localizzati, è possibile valutare un intervento per rimuoverlo – afferma Rauso -. Per perder peso, invece, attività fisica e corretta alimentazione sono determinanti, con effetti positivi anche sull’umore».

5) Richiudere gli addominali aperti. Una problematica diffusa tra le neomamme è la diastasi addominale postparto. «Quando la donna è nell’ultimo trimestre di gravidanza, gli addominali si "allargano" lungo la linea mediana: a volte può succedere che non si riavvicinino più nel dopo parto, restando separati di 2 o 3 centimetri e creando un solco. In questo caso l’unica soluzione è chirurgica: l’intervento dura circa 3 ore e permette una vera e propria scultura muscolare degli addominali che nel post operatorio appariranno allenati e definiti. L'intervento, noto con il nome di "plicatura dei muscoli addominali", è quasi sempre associato alla lipoaddominoplastica: non solo si elimina la pelle in eccesso, ma si scolpisce anche la muscolatura», conclude Raffaele Rauso.

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Arturo Bandini
09/05/2017



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