Gravidanza, arriva la mamma 2.0

Linea di abbigliamento tecnologica per migliorare la salute

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Keywords | gravidanza, sport, cesareo,

Anche il parto, l’atto più antico e naturale del mondo, può diventare tecnologico. Nel corso della Cosmopharma Exhibition di Bologna, una fiera internazionale dedicata all’innovazione in campo sanitario, è stata presentata una nuova linea di abbigliamento ultratecnologica per le donne in gravidanza e per le neomamme.
La nuova linea si chiama iMamma MumTechWB, realizzata in collaborazione da OB Science e ComfTech, e ha l’obiettivo di aiutare le donne a controllare il proprio stato di salute grazie all’applicazione di alcuni sensori che rilevano dati fondamentali come il battito cardiaco allo scopo di personalizzare la propria attività fisica.
È ormai dimostrato scientificamente che l’attività fisica durante la gravidanza migliora le condizioni di salute della mamma e del nascituro, riducendo il rischio di diabete gestazionale e di depressione postparto.
Al sensore situato all’interno del capo di abbigliamento si aggiunge un sistema di trasmissione integrato e l’app per lo smartphone che analizza i dati. L’app iMamma, scaricabile gratuitamente, consente di seguire programmi di allenamento diversificati a seconda del periodo di gestazione o del postparto.
Una ricerca condotta da un team della Thomas Jefferson University e pubblicata sull'American Journal of Obstetrics and Gynecology conferma l’utilità dello sport in gravidanza. Stando ai risultati, le donne che praticano attività fisica durante la gravidanza mostrano un rischio inferiore di parto pretermine e di taglio cesareo.
Gli scienziati americani hanno preso in esame un totale di 9 studi e 2059 donne in gravidanza, la metà delle quali aveva fatto esercizio per 35-90 minuti 3 o 4 volte alla settimana per un totale di 10 settimane.
Il campione è stato messo a confronto con un altro gruppo che invece non aveva svolto alcuna attività fisica. I risultati indicano che nelle donne che praticavano sport non si registravano aumenti delle nascite pretermine. Inoltre, il ricorso al taglio cesareo era inferiore, il 17 per cento contro il 22 per cento del gruppo di controllo.
Le donne attive fisicamente mostravano anche una pressione arteriosa inferiore, fattore determinante per evitare la gestosi. Inferiori anche le possibilità di sviluppare il temuto diabete gestazionale.
Vincenzo Berghella, ricercatore italiano che ha partecipato al progetto di studio, commenta: «Ci sono molte ragioni per cui in gravidanza si rinuncia a fare esercizio fisico: disagio, sensazione di fiato corto, aumento della stanchezza. Questo studio rafforza il dato che l'esercizio fisico fa bene alla mamma e al bambino e non aumenta il rischio di un parto pretermine».

Domanda al medico specialista gratis

Andrea Piccoli
10/05/2017



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