Ipermemoria autobiografica, quando si ricorda tutto

Studiati i meccanismi alla base della straordinaria facoltĂ 

Varie_14239C.jpg
Keywords | memoria, cervello, ipermemoria,

Ricordare ogni giorno della propria esistenza, e per di più ricordarne i dettagli, è impossibile per la quasi totalità delle persone. Sebbene molti siano in grado di ricordare con accuratezza eventi ad alta connotazione emotiva (ad esempio il proprio matrimonio, la nascita di un figlio, il primo bacio, la morte di una persona cara), le giornate cosiddette “normali” vengono solitamente dimenticate o lasciano tutt’al più solo un vago ricordo.
Eppure, un numero molto esiguo di persone riesce a ricordare con incredibile accuratezza giornate apparentemente normali. Sono i soggetti dotati di ipermemoria autobiografica ora al centro, per la prima volta al mondo, di uno studio di risonanza magnetica funzionale (fMRI) per comprendere i meccanismi neurobiologici alla base di tale straordinaria capacitĂ  di memoria.
Lo studio, condotto sperimentalmente tutto in Italia presso la Fondazione Santa Lucia IRCCS di Roma, coordinato da Valerio Santangelo, Simone Macrì e Patrizia Campolongo e pubblicato sull’autorevole rivista Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America, PNAS, ha coinvolto numerosi centri di ricerca tra cui l’Istituto Superiore di Sanità, l’Università di Perugia, l’Università della California – Irvine e Sapienza Università di Roma
“Abbiamo monitorato 8 persone con ipermemoria, individuate dal gruppo di ricerca nella popolazione italiana a partire dal 2015, e 21 soggetti di controllo con memoria normo-tipica – afferma il primo autore dello studio Valerio Santangelo, dell’ateneo di Perugia e della Fondazione Santa Lucia IRCCS –. La cosa straordinaria è che, oltre a ricordare il giorno della settimana di una data lontana nel tempo (ad esempio ricordano che il 3 agosto del 2011 era un mercoledì!), sono anche in grado di dire come erano vestiti in quella giornata, che cosa hanno mangiato, quale film hanno visto, etc. Ancora più sorprendente è la completa assenza di esitazione o di sforzi consapevoli quando tali soggetti devono richiamare alla memoria eventi che hanno vissuto anche decine di anni prima”.
Durante scansione fMRI, ai soggetti è stato chiesto di rievocare esperienze autobiografiche relativamente recenti (“L’ultima volta che hai preso un treno”) o remote (“La prima volta che hai baciato qualcuno”). Nell’arco di 30 secondi, i soggetti dovevano premere un pulsante per indicare che avevano rintracciato quello specifico ricordo in memoria (fase di “accesso” al ricordo) e poi continuare a rivivere il ricordo quanto più possibile nel dettaglio (fase di “elaborazione” del ricordo).
“Come era lecito attendersi – prosegue l’ultimo autore dello studio Patrizia Campolongo, della Sapienza e della Fondazione Santa Lucia – i soggetti con ipermemoria autobiografica hanno rievocato un numero maggiore di dettagli e con maggior vividezza rispetto ai soggetti di controllo. Sorprendentemente, le differenze funzionali tra ipermemori e controlli sono state riscontrate unicamente nella fase di accesso al ricordo, ma non di elaborazione dello stesso. Durante la fase di accesso, i soggetti ipermemori hanno mostrato un incremento di attivazione della corteccia prefrontale mediale e della sua connettività funzionale con l’ippocampo, soprattutto nel caso di ricordi remoti. Questi risultati sembrano mostrare che l’ipermemoria consiste principalmente nella capacità di accedere, tramite il circuito prefrontale-ippocampale, a tracce mnestiche non accessibili invece ai soggetti di controllo, spiegando così la maggiore capacità dei soggetti ipermemori di riportare alla luce dettagli infinitesimi del loro passato”.
Questi risultati permettono di aprire nuove frontiere di ricerca sulla memoria, tradizionalmente studiata in termini di ipo-funzionamento in condizioni patologiche. “Comprendere i sistemi neurobiologici alla base dell’iper-funzionamento di memoria – conclude Simone Macrì, dell’ISS – fornisce di fatto importanti indicazioni su come intervenire (in termini di stimolazione cerebrale) per ripristinare un funzionamento adeguato dei sistemi di memoria in condizioni patologiche”.
Il gruppo di studio continua la ricerca di soggetti ipermemori nella popolazione italiana attraverso la somministrazione di test ad hoc effettuati telefonicamente in cui i soggetti devono rispondere a domande riguardanti la collocazione temporale (giorno, mese e anno) di eventi pubblici accaduti durante il corso della loro vita.
Domanda al medico specialista gratis

Andrea Sperelli
10/07/2018



Condividi la notizia Invia ad un amico Condividi la notizia su Facebook Tieniti aggiornato tramite RSS Pubblica su Twitter Salva su OKNO
Più lette

I segni che indicano la morte imminente in oncologia  95517
Studio evidenzia la comparsa di segni fisici nei malati di cancro

Ogni malattia ha il suo odore  38465
Alito, sudore e urine indicano la presenza o meno di patologie

Parto prematuro, come ridurne di un terzo i casi  38302
Presentate le nuove indicazioni terapeutiche

Come superare la depressione post separazione  36556
La fine di un matrimonio, una sofferenza sottovalutata

Dapoxetina contro l’eiaculazione precoce  35658
Il primo e unico farmaco orale contro una delle piĂą comuni disfunzioni sessuali

Gonartrosi, cos'è e come si cura  35374
Informazioni sulla piĂą comune malattia degenerativa da usura del ginocchio

Sondaggi Nei preliminari sessuali non bisogna tralasciare...
Che cosa? Vota | Risultati

ai preferiti di salute

Abbonati ai Feed Rss Aggiungi a IGoogle Mailing List Di OKMEDICNA.IT, gli ultimi aggiornamenti 
              sulla salute e la medicina La Pubblicitŕ su Italia Salute

Le informazioni di medicina e salute non sostituiscono l'intervento del medico curante

Avvertenze Privacy a norma Regolamento UE 2016/679 GDPR.