Diabete, la chiave è salvare le cellule beta del pancreas

Preservare la produzione di insulina per scongiurare la malattia

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Keywords | diabete, insulina, cellule,

Per prevenire il diabete e tutte le sue complicazioni l'obiettivo è salvare le cellule beta del pancreas. Sono queste la chiave di volta per risolvere alla radice il problema. Le cellule beta pancreatiche, infatti, sono deputate alla produzione di insulina. Nel caso del diabete di tipo 1, un meccanismo autoimmune le elimina in partenza rendendo ostico ogni approccio terapeutico.
Ma nel caso del diabete di tipo 2, preservarne la funzionalità significa non offrire alla malattia nessuna possibilità di svilupparsi.
Francesco Purrello, presidente della Società italiana di diabetologia, spiega: «Il pre-diabete progredisce e diventa diabete quando la secrezione di insulina non riesce più a compensare l’insulino-resistenza dei tessuti: se riuscissimo a mantenere una produzione adeguata di ormone potremmo disinnescare la malattia».
Alcune ricerche hanno dimostrato che il diabete in determinate condizioni è reversibile: «Lo ha dimostrato il recente studio DIRECT, presentato all’ultimo congresso dell’European Association for the Study of Diabetes (EASD), secondo cui ciò è possibile proprio nei pazienti in cui la funzionalità delle cellule beta pancreatiche può essere recuperata. Non tutti i pazienti con diabete di tipo 2 sono uguali: solo alcuni hanno un difetto di produzione dell’insulina e quindi delle cellule beta che si può recuperare in qualche modo. Questi soggetti andrebbero individuati subito, perché hanno una maggiore probabilità di regressione».
«La progressione del diabete è connessa al peggioramento della secrezione insulinica, con la perdita della funzione e del numero delle cellule beta del pancreas - dice Purrello -. Sembrano promettenti alcuni dati presentati all’EASD secondo cui certi farmaci anti-diabetici, per esempio le gliptine o gli analoghi del GLP-1, portano a una migliore e più fisiologica secrezione di insulina senza stressare le cellule del pancreas; il contrario accade con gli anti-diabetici di vecchia generazione come le sulfaniluree, che negli anni è come se “spremessero” le cellule beta, portandole a un’iper-produzione ormonale che poi si blocca. Con i nuovi farmaci la secrezione dell’ormone tende a migliorare o almeno a restare stabile; purtroppo, per il momento i dati indicano che l’effetto si ha solo durante il trattamento e non si mantiene alla sospensione della terapia».

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Andrea Piccoli
02/12/2019



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