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Risultati da 1 a 10 DI 165

08/07/2016 16:50:00 Livelli ideali di Hdl allontanano il rischio di Alzheimer

Il colesterolo buono fa bene anche al cervello
Non fa bene solo al cuore, ma anche al cervello. È quanto sostiene una ricerca americana riguardo l'ormai famoso colesterolo Hdl, quello definito “buono”. Secondo i ricercatori della Columbia University di New York, guidati da Christiane Reitz, c'è un nesso evidente fra l'Hdl e il morbo di Alzheimer.

Nello specifico, un'analisi su oltre 1100 anziani senza sintomi di demenza senile ha messo in luce un rapporto inverso fra alti livelli di Hdl e probabilità di sviluppare l'Alzheimer. I ... (Continua)

07/07/2016 11:27:00 Studio americano mostra gli effetti positivi della sostanza

La cannabis può curare l'Alzheimer
La cannabis potrebbe essere assoldata per la cura del morbo di Alzheimer. Lo prefigura uno studio apparso su Aging and Mechanisms of Disease a firma di ricercatori del Salk Institute di La Jolla, in California.
Stando ai dati emersi dalla ricerca, i composti contenuti nella marijuana, in particolare il tetraidrocannabinolo, sarebbero in grado di stimolare la rimozione cellulare di beta amiloide, proteina tossica il cui accumulo è associato alla comparsa del morbo di Alzheimer. La ricerca, ... (Continua)

26/05/2016 17:10:00 Ipotesi infettiva per alcune forme sporadiche

Morbo di Alzheimer contagioso?
Una forma di contagio per l'Alzheimer? È l'ipotesi proposta da alcuni ricercatori della Harvard Medical School, che hanno pubblicato su Science Translational Medicine i dettagli della loro analisi.
Secondo il gruppo guidato da Rudolph Tanzi, l'Alzheimer potrebbe insorgere a causa di una risposta immunitaria spropositata nei confronti di un virus. L'ipotesi è che virus, funghi e batteri possano oltrepassare la membrana che separa la circolazione sanguigna dal cervello. Di fronte alla ... (Continua)

02/05/2016 09:17:00 Effetti positivi derivanti da un consumo moderato

La birra fa bene al cuore e al cervello
La birra svela inaspettate proprietà protettive nei confronti di cuore e cervello. Lo dicono due studi, il primo dei quali si concentra sugli effetti della bevanda sul sistema cardiovascolare.
Sulla rivista scientifica Nutrition, Metabolism and Cardiovascular Diseases è stato infatti pubblicato un Consensus document che, analizzando criticamente le ricerche condotte a livello internazionale, riassume le conoscenze attuali. E i risultati portano la birra molto vicina al vino per i suoi ... (Continua)

21/04/2016 16:23:00 L'interleuchina 33 può ridurre i sintomi della malattia

Una proteina naturale ferma l'Alzheimer
La somministrazione di interleuchina 33, una proteina naturale, si associa a una riduzione dei sintomi causati dal morbo di Alzheimer. A scoprirlo è un team dell'Università di Glasgow e dell'Hong Kong University che ha pubblicato su Pnas i dettagli della propria scoperta.
I risultati indicano un miglioramento della memoria e la capacità di prevenzione dell'accumulo di depositi di placche amiloidi nel cervello. L'interleuchina 33 viene prodotta dall'organismo come forma di difesa nei ... (Continua)

18/03/2016 Dimezzato il rischio di insorgenza grazie all'attività fisica
Lo sport riduce il rischio di Alzheimer
Se non è ancora possibile curarlo, il morbo di Alzheimer può essere però prevenuto grazie a uno stile di vita ben preciso. Una ricerca condotta dall'Università della California di Los Angeles e dall'Università di Pittsburg ha quantificato i benefici derivanti dall'attività fisica nella prevenzione della temibile malattia neurodegenerativa.
L'analisi, pubblicata sul Journal of Alzheimer’s Disease, ha analizzato 876 anziani con un'età media di 78 anni che facevano parte del vasto studio ... (Continua)
17/03/2016 14:16:00 La Settimana Mondiale del Cervello segnala l'importanza della diagnosi precoce
Il tempo è cervello
Quando si tratta di malattie neurologiche il tempo è determinante. La Settimana Mondiale del Cervello, promossa in Italia dalla Società italiana di neurologia, lo ricorda attraverso incontri ed eventi che vertono proprio sul rapporto fra il tempo e le malattie neurologiche, con riferimento non solo all'urgenza, ma anche all’esigenza di diagnosi tempestive e di soluzioni anticipatorie nelle malattie croniche.
“Il fattore tempo – sostiene il Prof. Leandro Provinciali, Presidente della SIN – è ... (Continua)
09/03/2016 12:29:00 Creato farmaco in grado di veicolare l’ormone direttamente nel cervello

Insulina e nanoparticelle per combattere l’Alzheimer
Analogamente a quanto accade ai diabetici, i pazienti affetti dal morbo di Alzheimer, conosciuto anche come Diabete di tipo 3, sviluppano una resistenza all’insulina cerebrale, condizione considerata un fattore di rischio per lo sviluppo della malattia. L’ormone, indotto come terapia sperimentale, è in grado di migliorare le facoltà cognitive in soggetti con l’Alzheimer, inibendo la neurodegenerazione.
Ora una ricerca coordinata dall’Istituto di biomedicina e immunologia molecolare del ... (Continua)

03/03/2016 09:23:00 Possibilità di traumi cerebrali ripetuti dalle conseguenze oscure

Il football americano crea danni al cervello
Un'altra ricerca ci ricorda quanto sia duro uno sport come il football americano. Nel laboratorio della Boston University School of Medicine, la prof.ssa Ann McKee ha analizzato i cervelli di 92 ex giocatori della Nfl, la lega professionistica americana, e di 55 ex giocatori di squadre di college.
«È incredibile cosa combinano ai propri cervelli», spiega la neuropatologa, che nella stragrande maggioranza dei casi ha trovato i segni della Encefalopatia traumatica cronica (Etc), la condizione ... (Continua)

15/02/2016 14:26:00 Livelli più elevati proteggono dalle alterazioni del morbo

Alzheimer, la proteina Bdnf è un alleato della memoria
Concentrazioni più elevate di Bdnf (Brain Derived Neurotrophic Factor) assicurano maggiori capacità cognitive. Lo dice uno studio pubblicato su Neurology da un team del Rush University Medical Center di Chicago guidato da Aron Buchman.
Secondo l'ipotesi di lavoro, livelli più alti di Bdnf potrebbero garantire al cervello protezione contro le alterazioni del morbo di Alzheimer.
Lo studio ha visto la partecipazione di 535 persone con un'età media di 81 anni, seguite fino al momento della ... (Continua)

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