(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) valutare la terapia anticoagulante nei diversi sottotipi di questa aritmia: fibrillazione atriale persistente, permanente e parossistica, caratterizzata da episodi che possono durare fino a sette giorni.
“Lo studio ha esaminato un campione rappresentativo della popolazione italiana anziana costituito da 6.000 ultrasessantacinquenni, assistiti di medicina generale in Lombardia, Toscana e Calabria, che sono stati sottoposti a una procedura di screening e a una successiva conferma clinica per la presenza dell’aritmia”, spiega Di Carlo. “I risultati indicano che, globalmente, il 69% dei pazienti con fibrillazione atriale assumeva terapia anticoagulante, in percentuali significativamente diverse nei vari sottotipi: il 91% dei pazienti con la forma permanente, l’85% con la persistente e solo il 43% con la parossistica. A questi ultimi venivano spesso prescritti farmaci antiaggreganti piastrinici, molto meno efficaci nella prevenzione dell’ictus, e nel 17% dei casi nessun trattamento antitrombotico”.
Le stime del Progetto relative alla frequenza della fibrillazione atriale nella popolazione over 65 in Italia e nei 28 Paesi dell’Unione Europea, con proiezioni fino al 2060 che fanno parte delle linee guida della European Society of Cardiology, indicano in circa 1.100.000 i pazienti con fibrillazione atriale in Italia, dei quali oltre il 40%, circa 450.000, affetti proprio dalla forma parossistica. “Oltre la metà di questi pazienti, quindi, non riceverebbero la terapia anticoagulante adeguata per una sostanziale sottovalutazione del rischio, indipendentemente dalla valutazione del rischio clinico e dalla durata della malattia”, aggiunge Di Carlo. “È dunque importante una maggiore aderenza alle evidenze disponibili e alle raccomandazioni delle linee guida per ridurre i costi sociali e sanitari collegati a questa patologia ad alto impatto per le famiglie e per la società”, conclude Domenico Inzitari, docente del Dipartimento di neuroscienze, psicologia, area del farmaco e salute del bambino (Neurofarba) dell’Università degli studi di Firenze, promotore e responsabile scientifico del progetto Fai.


16/06/2022 Andrea Sperelli


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