(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) se il riscontro di depositi di calcio coronarico dalla mezza età in poi fosse associato a un aumento delle probabilità di eventi clinici cardiovascolari acuti nei dieci anni successivi».
Nella loro analisi, i ricercatori hanno seguito per oltre un decennio i partecipanti a CARDIA, misurando la presenza di calcio coronarico a distanza di 15, 20 e 25 anni dall'ingresso nello studio.
«Al quindicesimo anno il 10% dei 3.043 partecipanti, età media 40 anni, aveva depositi di calcio coronarico», precisano gli autori. Dopo un follow up di 12,5 anni, gli scienziati hanno registrato 57 eventi coronarici fatali e non, fra cui sindromi coronariche, infarti o decessi, oltre a 108 eventi cardiovascolari incidenti fra cui ictus, insufficienza cardiaca e arteriopatia periferica.
È emerso che nei pazienti con presenza di calcio coronarico il rischio di eventi coronarici e cardiovascolari era aumentato rispettivamente di 5 e 3 volte. Commentando la ricerca, Ron Blankstein, ricercatore presso il Brigham and Women's Hospital e l'Harvard Medical School di Boston, scrive: «La constatazione che il calcio coronarico presente da 32 a 46 anni si associa a un aumentato rischio di malattia coronarica prematura sottolinea la necessità non solo di ridurre i fattori di rischio, ma anche di iniziare la prevenzione già nelle prime fasi della vita».

Fonte: Jama Cardiology
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20/02/2017 Andrea Piccoli


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