(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) paesi la tubercolosi fra i bambini rimane un'epidemia silenziosa. È tempo di agire”.
In molte famiglie del terzo mondo, quando viene diagnosticata la tubercolosi in un adulto non si compiono indagini sull'eventuale diffusione dell'infezione negli altri membri della famiglia, in particolare i bambini. Si tratta di un fatto molto importante in quanto la maggior parte dei bambini si ammala di tubercolosi tramite i genitori o altri parenti. “Ogni giorno muoiono 200 bambini a causa della tubercolosi. Tuttavia, sarebbe molto più economico adottare misure di prevenzione e terapie preventive che il trattamento terapeutico vero e proprio”, dice la dott.ssa Lucica Ditiu, Segretario esecutivo di Stop TB. “Ma prima di pensare alle cure preventive o al trattamento terapeutico dobbiamo individuare i bambini a rischio Tbc, e questo può essere possibile soltanto se i governi e la società civile lavoreranno insieme allo stesso obiettivo”.
In ogni caso, la tubercolosi rimane una malattia a volte difficile da diagnosticare. Se nei paesi all'avanguardia in questo campo si utilizzano sofisticate procedure molecolari per scovare l'infezione, nella maggior parte dei paesi in via di sviluppo si usano ancora dei test sviluppati 130 anni fa. Il paziente deve espettorare, dopodiché la saliva viene analizzata al microscopio alla ricerca del batterio che causa la Tbc. I bambini più piccoli, però, spesso non sono in grado di produrre un campione sufficiente, e anche quando ci riescono il più delle volte la saliva non contiene una percentuale sufficiente del batterio tale da consentire la diagnosi della malattia.
L'Oms e la sua sezione dedicata Stop TB puntano sull'adozione su vasta scala di tre comportamenti fondamentali per la prevenzione della tubercolosi fra i bambini:

- tutti i bambini esposti al virus attraverso il contatto con persone della cerchia familiare vanno controllati. Se sono sieropositivi o accusano sintomi gravi vanno trattati immediatamente anche se in quel momento non è ancora certa la diagnosi di Tbc;
- i bambini a rischio di Tbc ma non ancora contagiati vanno trattati in maniera preventiva con l'antibiotico isoniazide;
- tutto il personale sanitario che lavora a contatto con donne incinte, neonati e bambini deve essere formato appositamente per scovare i pazienti a rischio di Tbc, indirizzandoli verso una terapia preventiva o terapeutica, a seconda dei casi.

La tubercolosi colpisce soprattutto i polmoni, ma può interessare anche altre parti del corpo. I neonati e i bambini corrono maggiormente il rischio, rispetto agli adulti, di contrarre forme fatali di tubercolosi, ad esempio quella meningea, che può causare cecità, paralisi, sordità e disabilità mentale. C'è inoltre il rischio di sviluppare forme resistenti di Tbc, che necessitano di un trattamento lungo, costoso e non privo di pesanti effetti collaterali.
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22/03/2012 Andrea Piccoli


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