(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) degli Studi di Napoli su 98 bambini obesi, ha infatti riscontrato una correlazione tra bisfenolo A e resistenza insulinica, solitamente associata all’obesità. A guidare i lavori, effettuati in collaborazione con il CNR di Napoli, Emanuele Miraglia del Giudice, Professore Associato di Pediatria del Dipartimento della Donna, del Bambino e di Chirurgia Generale e Specialistica diretto dalla Prof. Laura Perrone.
"Con questo studio, unico nel suo genere in Italia, – spiega il Prof. Miraglia - abbiamo misurato i livelli di BPA nelle urine di circa 100 bambini obesi campani. Il dato nuovo e originale dello studio è il riscontro di una correlazione positiva tra i livelli di BPA urinario e il grado di insulino-resistenza in tali bambini. In altre parole, più alti erano i livelli di BPA e maggiore era l'insulino-resistenza. Poiché l’insulino-resistenza è correlata con le complicanze dell’obesità, è possibile ipotizzare che il BPA giochi un ruolo rilevante nella modulazione di complicanze come l’ipertensione arteriosa, la dislipidemia e la sindrome metabolica anche nell’obesità pediatrica”.
Il bisfenolo A è una sostanza chimica utilizzata nella reazione di polimerizzazione delle plastiche. Balzato agli "onori della cronaca” perché contenuto nei biberon e in altri oggetti destinati a neonati e bambini, è stato in seguito bandito in molti paesi. In Italia è stata vietata la vendita e l’importazione di biberon contenenti BPA a partire dal giugno 2011, in seguito al recepimento della direttiva europea 2011/8/EU. Di fatto, però, il bisfenolo A continua ad essere presente in molti prodotti destinati ai bambini e agli adulti, come stoviglie e bottiglie di plastica, vernici per lattine, prodotti farmaceutici e confezioni alimentari. È possibile ridurre al minimo l'esposizione dei bambini e degli adulti al bisfenolo A, adottando le seguenti misure precauzionali:

Non usare contenitori alimentari in policarbonato nel microonde. Il policarbonato è forte e durevole, ma con l’usura causata dal tempo e dalle temperature elevate potrebbe rilasciare BPA
- Ridurre l'uso di cibi in scatola, in particolare per i cibi caldi o liquidi. Optare, invece, per vetro, porcellana o contenitori di acciaio inox senza rivestimenti interni in plastica
Gettare biberon, stoviglie e posate in plastica molto vecchi, usurati, ingialliti e sostituirli con altri più nuovi o con recipienti in vetro o ceramica
Se si vive in un paese extra-UE, scegliere biberon privi di BPA
Quando si usa una bottiglia di acqua in plastica, non ri-utilizzarla più volte ed evitarne il riscaldamento
Adottare una accurata igiene orale in modo da ridurre la necessità di cure dentali (il materiale utilizzato per le otturazioni dei denti può contenere bisfenolo A).

Anche una ricerca americana evidenzia il rischio per i bambini connesso con l'esposizione al bisfenolo A. Gli esperti della Scuola di Medicina della New York University guidati da Leonardo Trasande hanno segnalato la cattiva influenza del bisfenolo A sul sistema endocrino dei bambini, rendendo più probabile un potenziale stato di obesità rispetto ai coetanei meno esposti alla sostanza.
I ricercatori, che hanno pubblicato gli esiti dello studio sul Journal of the American Medical Association, hanno analizzato l'indice di massa corporea e l'esposizione al bisfenolo A di 2838 bambini dai 6 ai 10 anni che hanno partecipato a un programma di monitoraggio effettuato negli Stati Uniti fra il 2003 e il 2008. Il 34 per cento del campione risultava in sovrappeso e il 18 per cento obeso. Fra chi mostrava livelli più alti di bisfenolo A la percentuale di obesità era pari al 22,3%, ben più alta del 10 per cento registrato fra chi non aveva livelli altrettanto alti. Il dott. Trasande spiega: “si tratta di un'associazione fortissima, ed è trasversale alle stratificazioni socioeconomiche. Diete poco salutari e mancanza di attività fisica sono gli elementi che contribuiscono maggiormente all'obesità infantile ma questo studio mostra che dovremmo considerare i fattori ambientali come un terzo fattore in grado di contribuire alla diffusione della patologia".
Il bisfenolo A si trova in molte plastiche utilizzate per confezionare cibi, nelle lattine di alluminio, negli scontrini e addirittura nelle otturazioni dentali. Una possibile obiezione è che fra i bambini obesi ci sia un consumo più alto di bibite gassate in lattina e di prodotti cotti nel microonde nella loro confezione, e di conseguenza un livello più alto di bisfenolo A, che non sarebbe quindi la causa. Tuttavia, il dott. Trasande afferma che i bambini del campione assumevano lo stesso numero di calorie giornaliere e che pertanto il nesso fra livelli di bisfenolo A e obesità è evidente. La sostanza, secondo gli esperti, disturba il sistema endocrino e interferisce nell'abilità di gestione dell'immagazzinamento e del consumo di calorie, ancora pienamente da sviluppare a quell'età.
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11/09/2019 Andrea Piccoli


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