(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) venti anni, è stato possibile migliorare le conoscenze sui NET e nuovi efficaci trattamenti medici sono diventati disponibili”.
Novità di rilievo anche nel campo delle terapie biologiche, da tempo utilizzate nei NET. Secondo Antongiulio Faggiano, il pasireotide, un nuovo analogo della somatostatina, può rappresentare un avanzamento nel controllo clinico e tumorale dei NET refrattari alla terapia con i farmaci tradizionali e nel controllo dei sintomi ormonali ad essi associati. “In generale - conclude - la direzione verso cui si sta andando è quella della caratterizzazione biologica e molecolare del tumore, volta a identificare l’espressione di determinate molecole utili per la terapia, in quanto bersaglio di specifici e selettivi agenti farmacologici. In tal modo si possono ottimizzare sia l’efficacia delle terapie sia la loro sicurezza in termini di effetti collaterali”.
Poco conosciuti e insidiosi perché agiscono il più delle volte senza produrre sintomi evidenti, i tumori neuroendocrini (NET, acronimo inglese di Neuroendocrine Tumours) sono tumori che colpiscono le cellule del sistema neuroendocrino diffuso, preposte alla produzione di ormoni e di neuropeptidi specifici.
Per queste ragioni, la loro possibile localizzazione è piuttosto variegata e colpiscono indistintamente vari organi. Tuttavia, nella maggior parte dei casi vengono interessati i tessuti dell'apparato gastrointestinale – pancreas, intestino e stomaco -, altre volte colpiscono i bronchi, i polmoni, la tiroide, ma anche la cute, le mammelle e l'apparato urogenitale. L'anno scorso la patologia ha avuto un certo risalto perché ha rappresentato la causa di morte del Ceo di Apple Steve Jobs, deceduto a causa di metastatizzazione in sede pancreatica di un tumore di origine neuroendocrina.
I tumori neuroendocrini si distinguono in differenziati e scarsamente differenziati. I primi sono quelli che assicurano una maggiore prospettiva di sopravvivenza perché associati a una scarsa attività proliferativa, al contrario dei secondi, che possono facilmente metastatizzare. I NET possono poi essere funzionanti, manifestandosi con una sindrome da iperproduzione di un certo peptide, o non funzionanti (il 70 per cento del totale), quando non secernono peptidi biologicamente attivi.
Gianfranco Delle Face, professore di Gastroenterologia presso La Sapienza di Roma, spiega: “sono neoplasie infrequenti e complesse che si manifestano nell’apparato digerente e in quello polmonare la caratteristica cellulare che li contraddistingue è un sistema, identificato attraverso l’istologia, adatto a produrre ormoni o specifici neuropeptidi: le cellule endocrine possono proliferare in maniera abnorme e formare masse tumorali. Tre quarti dei pazienti non presenta alcun sintomo o motivo per sospettare di avere una neoplasia di questo tipo. La ricerca oggi è concentrata sulle alterazioni molecolari e oggi abbiamo dei farmaci a bersaglio molecolare come everolimus che ci permettono di intervenire direttamente sui meccanismi di crescita delle cellule tumorali".
Come detto, in molti casi i tumori neuroendocrini non danno alcun sintomo e spesso ne viene accertata la presenza in maniera incidentale, nel corso di accertamenti di altra natura.
"La diagnosi – spiega Aldo Scarpa, Direttore del Dipartimento di Patologia e Diagnostica e del Centro di Ricerca Applicata sul cancro ARC-NET presso l’Università degli Studi di Verona - presuppone un approccio integrato che include le competenze di diverse figure professionali. Oltre all’esame clinico e alla diagnostica di laboratorio, un aiuto ci viene dalle tecniche di diagnostica per immagini. Per avere una diagnosi certa c'è bisogno di un campione di tessuto delle cellule, per cui una biopsia o un ago aspirato per citologia possono essere sufficienti per riconoscere questi tumori: importante il contributo dell’immunoistochimica che ci permette di mettere in luce delle proteine che sono specifiche della differenziazione neuroendocrina".
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11/06/2013 Andrea Piccoli

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