(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) Israele, Giappone, Singapore e Corea del Sud), il 74% dei quali non aveva un storia di malattia cardiovascolare (CVD). I risultati hanno mostrato che in questa ampia popolazione di pazienti con diabete di tipo 2, il trattamento con gli inibitori SGLT-2 (dapagliflozin, empagliflozin, ipragliflozin, canagliflozin, tofogliflozin o luseogliflozin) è stato associato a una diminuzione del rischio di tutte le cause di morte del 49%, del 36% dello scompenso cardiaco, del 19% dell’infarto del miocardio e del 32% dello stroke (p≤0.001 per tutti) rispetto ad altri farmaci per il trattamento del diabete di tipo 2. Inoltre, è stato riscontrato un rischio più basso del 40% dell’endopoint sullo scompenso cardiaco o sulla morte da tutte le cause.
Attualmente il diabete colpisce 425 milioni di adulti in tutto il mondo, e si stima che saranno 629 milioni (1 adulto su 10) entro il 2045, con la maggior parte di questi pazienti che risiedono negli stati dell’Asia del Pacifico, nel Medio Oriente e nel Nord America. I pazienti con diabete di tipo 2 hanno un rischio da due a cinque volte superiore di avere scompenso cardiaco, insieme ad un rischio elevato di infarto o stroke. In più, nei pazienti con diabete di tipo 2, lo scompenso cardiaco aumenta il rischio di morte cardiovascolare e di morte da tutte le cause del 60-80%.
Angelo Avogaro, Professore Ordinario di Endocrinologia e Metabolismo e Responsabile di U.O.C. di Malattie del Metabolismo e servizio aggregato di Diabetologia Azienda Ospedaliera di Padova, ha dichiarato: “L’importanza e la consistenza di questi ultimi risultati dello studio CVD-REAL 2 sono incoraggianti per la comunità scientifica. La maggior parte dei pazienti trattati con inibitori del riassorbimento renale di glucosio, tra cui dapagliflozin, presenta importanti benefici cardiovascolari associati all’uso di questi farmaci e questo indipendentemente da etnia e regione geografica”.
Lo studio DECLARE (i cui dati saranno presentati nella seconda metà del 2018) darà le risposte alle domande sull’efficacia e la sicurezza cardiovascolare su dapagliflozin. DECLARE è lo studio più ampio e più rappresentativo sugli outcome cardiovascolari della classe degli inibitori SGLT-2, e l’unico che comprende come endpoint co-primario aspetti clinicamente rilevanti quali morte CV/ospedalizzazione per scompenso cardiaco.
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22/03/2018


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