(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) è quella di accettare di avere un corpo sessuato, nella menopausa la sfida è quella di accettare di avere un corpo che non è più quello di una volta, un corpo che non è più oggetto di desiderio (o che comunque lo sarà sempre meno in futuro).
Certo la menopausa non è la fine della femminilità e della seduttività ma questi aspetti si modificano in modo significativo e si ripercuotono sulla sfera sessuale che può diventare problematica o meno piacevole di un tempo.
Tutti questi aspetti contribuiscono a spiegare il vissuto depressivo, cosi frequente nelle donne in menopausa, legato alla sensazione di "non essere più una donna".
A livello psicologico la menopausa viene vissuta da molte donne come la morte di un aspetto molto importante della propria identità e come l'ingresso nella vecchiaia.
Per ironia della sorte, le pubblicazioni sull'argomento, nate con lo scopo di tranquillizzare la donna in questo delicato momento di passaggio, sembrano essere scritte apposta per rinforzarne le angosce.
Infatti questi libri non fanno che ripetere che la menopausa non è una malattia per poi continuare con un dettagliato elenco di tutte le possibili malattie e complicazioni che insorgono al termine dell'età fertile!
Quando la menopausa anticipa

Nel nostro contesto culturale accettare la menopausa sembra essere particolarmente arduo sia perché viviamo in un'"illusione mediatica" di eterna giovinezza (i casi delle cosiddette "mamme nonne" fanno pensare che con l'aiuto della scienza sia possibile fare un figlio anche dopo i 50 anni) sia perché la menopausa tende oggi ad anticipare di qualche anno rispetto ai canonici cinquanta.
Le statistiche dicono che una donna su cinque va in menopausa prima dei 45 anni, in una fase della vita in cui la maggioranza delle donne si sentono ancora "ragazze" e magari stanno pianificando una gravidanza.
La fine della capacità di procreare viene vissuta serenamente dalle donne che hanno già dei figli e non ne desiderano altri ma diventa un limite molto doloroso da accettare per le donne che sono state costrette a rimandare il loro sogno di maternità per mancanza di un compagno o delle condizioni esterne necessarie.
In questo caso la menopausa trasforma quello che era una condizione temporanea e reversibile in un limite invalicabile che pone fine alle ultime speranze di maternità e che può generare tristezza e rimpianti rispetto alle scelte fatte.
Premenopausa e sbalzi di umore

La premenopausa può rappresentare un periodo critico per insorgenza di sintomi di ansia e depressione e sbalzi di umore.
Questi sintomi dipendono dallo squilibrio ormonale caratteristico della premenopausa: i livelli di estrogeni e di progesterone variano in continuazione e fluttuano verso il basso.
Questo squilibrio ormonale può influire in modo significativo  sull'umore: molte donne in premenopausa sentono di "aver cambiato carattere", non si riconoscono più e per usare una metafora si sentono come "Il dottor Jekyll e Mister Hide".
Una sintomatologia peculiare di molte donne in premenopausa è la tendenza ad essere irritabili, di cattivo umore e con la tendenza a reagire a piccole provocazioni che un tempo avrebbero tranquillamente tollerato.
L'emotività eccessiva, specie nei giorni precedenti il ciclo, è una delle possibili conseguenze del disequilibrio ormonale della premenopausa: ansia, depressione, insonnia, calo della libido sono sintomi relativamente frequenti durante il climaterio. Altri sintomi molto comuni (fortunatamente nessuna donna presenta tutti i sintomi) sono: peggioramento della sindrome premestruale, dolori articolari, vampate di calore durante il ciclo, tachicardie notturne, inspiegabile stanchezza ecc...
Quando questa sintomatologia si accompagna alle prime irregolarità mestruali, bisogna ipotizzare una condizione di premenopausa: il ciclo si allunga, si accorcia oppure salta.
Questi disturbi vengono spesso sottovalutati e attribuiti allo stress, specie se si hanno 35-40 anni e la menopausa appare ancora lontana.
È importante riconoscere questi segnali ed evitare di stare male per anni, correggendo la disfunzione ormonale (i sintomi della premenopausa, specie quelli che riguardano il tono dell'umore, possono essere molto più invalidanti di quelli della menopausa vera e propria).
Rallentare la menopausa non è ancora possibile, ma si può arrivarci nella migliore forma fisica e mentale.
Come affrontare al meglio la menopausa

Nessuna donna vive l'avvento della menopausa con gioia, è possibile però vivere questo grande cambiamento nel modo più sereno possibile. È scontato il consiglio di farsi seguire da un bravo ginecologo che saprà dare le indicazioni terapeutiche necessarie, oltre a questo bisogna ricordare l'importanza di una dieta sana (pare, per esempio, che la caffeina anche in dosi moderate aggravi gli sbalzi di umore) e di uno stile di vita equilibrato (dormire un numero sufficiente di ore, evitare lo stress ecc...).
Alcuni integratori alimentari (prescritti ad hoc dal proprio medico curante) sembrerebbero aiutare in questo difficile momento di passaggio.
Tra gli integratori più comuni c'è il magnesio che sembrerebbe ridurre l'irritabilità, il coenzima Q10, che è un potente antiossidante, gli omega 3 e 6, ecc..
Dal punto di vista psicologico bisogna ricordare l'importanza di prenderci cura di sé e di non lasciarsi andare perché ci si considera ormai "vecchie". Allo stesso modo si deve evitare di ripiegarsi in se stesse e di concentrarsi sui propri acciacchi, disturbi, sulla nuova ruga che è spuntata all'improvviso.
La sfida della menopausa è quella di trasformare l'energia psichica, una volta destinata alla procreazione, in creatività: coltivare passioni che nutrano l'anima ma soprattutto mettendo le proprie capacità e la propria esperienza di vita a servizio della collettività.
Trovare dei nuovi, più ampi, obiettivi di vita è il compito evolutivo di tutte le persone nella seconda metà dell'esistenza ed è la migliore indicazione per superare il senso di inutilità e la depressione di questa fase critica.
Molte donne arrivano alla menopausa senza avere una famiglia e un compagno ma anche se l'esperienza della maternità biologica è ormai preclusa, è possibile realizzare la propria parte materna in tanti altri modi: per esempio, facendo volontariato.
Non si potranno più generare dei bambini ma si può vivere il proprio aspetto generativo con modalità alternative: generando progetti, scrivendo quel libro che abbiamo da sempre in mente oppure semplicemente esprimendo la propria creatività nella quotidianità.
E infine bisogna ricordare che una donna curata, piena di vita, di interessi è sempre affascinante a qualsiasi età!
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10/10/2013 Anna Zanon


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