(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) il vantaggio di una spaziatura aumentata fra le lettere di un testo, un'accortezza più facilmente applicabile grazie all'estrema flessibilità del libro elettronico, formattabile a piacere dal lettore, come spiega anche Roberta Penge, neuropsichiatra infantile che lavora presso il Dipartimento di pediatria e neuropsichiatria infantile della Sapienza di Roma, intervistata da Repubblica: “il vantaggio della lettura su supporto digitale sta nello strumento. Un e-reader permette di aggiustare il testo in base alle esigenze di un dislessico. E il vantaggio c'è soprattutto per alcune dislessie. Con estrema sintesi possiamo dividere i dislessici in due categorie che sfumano spesso l'una nell'altra: quelli, una minoranza, con difficoltà più di tipo visuospaziale, il cui disturbo di lettura è più legato ad attività associate alla visione, e quelli, più numerosi, la cui difficoltà ha a che vedere più con il linguaggio, con la decodificazione dei segni in suoni. Un supporto che permette di modificare l' aspetto del testo funziona molto bene con i primi, ma rappresenta sicuramente un aiuto valido anche per i cosiddetti dislessici linguistici”.
Ma oltre al numero di parole per riga e alla spaziatura vi sono altri elementi che possono condizionare negativamente la lettura dei dislessici, ad esempio il tipo di carattere: “per i dislessici - continua Penge - è meglio se molto lineare e pulito, come l'arial per esempio, e con un e-reader si può scegliere tra diversi font. Altra cosa: le parole desuete. Per un dislessico un testo con parole poco note è più difficile da interpretare. Se con un touch si potesse risalire a sinonimi di uso comune la comprensione del testo si semplificherebbe”.
Un altro piccolo vantaggio è di tipo psicologico. Mentre il libro tradizionale mostra la quantità di pagine ancora da leggere, quello elettronico è ovviamente più “discreto” da questo punto di vista, riducendo l'ansia che il bambino potrebbe avvertire nell'osservare la voluminosità del testo cartaceo.
Anche i servizi sanitari di base si sono interessati alla possibilità di usare i tablet per questa funzione terapeutica nei confronti della dislessia. La Asl Roma D ha realizzato una sperimentazione con più di 200 ragazzi affetti da Dsa (Disturbi specifici dell'apprendimento, ovvero oltre alla dislessia anche la discalculia, la disgrafia e la disortografia) di fasce d'età diverse, dalla III elementare al secondo superiore.
Lorenzo Toni, neuropsichiatra della Asl romana, spiega: “abbiamo distribuito un tablet che si chiama EdiTouch, italiano e a basso costo, che contiene diverse applicazioni per facilitare la lettura con aiuti vocali, la scrittura con tastiera, il calcolo con calcolatrice anche parlante, per prendere note e appunti e costruire mappe concettuali. Dai primi dati abbiamo visto che nei ragazzi utilizzatori del tablet si verifica un aumento sensibile della motivazione allo studio e all'apprendimento e una maggiore capacità di memorizzazione. Col Cnr e altre istituzioni di ricerca stiamo cercando di mettere a punto altre applicazioni, ancora più mirate”.
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22/11/2013 Andrea Piccoli


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