(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) diffuse. La patogenesi e l’eziologia della FMS rimane ancora oggi poco chiara. Le attuali strategie terapeutiche sono finalizzate a ridurre il dolore e altri sintomi associati. Sono state utilizzate diverse modalità di trattamento compresa la terapia farmacologica (farmaci anti-infiammatori non steroidei, analgesici, antidepressivi triciclici e inibitori della ricaptazione della serotonina), interventi psicologici, terapia fisica e programmi di esercizio fisico. Recentemente sono state pubblicate molte linee guida per il trattamento della FMS, basate sull’evidenza. Le raccomandazioni EULAR, che più delle altre sono basate sull’evidenza generata da studi clinici randomizzati e controllati sottolineano la necessità di includere, oltre alla terapia farmacologica, interventi non farmacologici quali: bagni caldi con esercizio fisico, programmi di attività fisica aerobica, terapia cognitiva comportamentale, fisioterapia”.
In quest’ottica è stato svolto lo studio “Effects of mud-bath treatment on fibromyalgia patients: a randomized clinical trial” pubblicato su Rheumatology International, con l’intento dichiarato di indagare l’efficacia della fangoterapia e di chiarire se questi trattamenti erano ben tollerati nei pazienti FMS, che proprio a causa dei sintomi della loro patologia, hanno spesso difficoltà a sopportare addirittura la massoterapia, con anche il solo contatto con la mano del massaggiatore che può causare dolore in questi soggetti.
“Il nostro studio – spiega il Prof. Franco Cozzi, Docente di Reumatologia e di Medicina Termale, Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Padova, U.O.C. di Reumatologia Azienda Ospedaliero-Universitaria di Padova – ha coinvolto quattro cattedre di reumatologia: Cagliari, Napoli, Siena e Padova con le rispettive stazioni termali di riferimento. Ogni centro ha reclutato circa 20 pazienti fibromialgici procedendo ad una randomizzazione tra pazienti sottoposte ad un ciclo di fangoterapia rispetto ad un gruppo controllo che pur continuando la terapia farmacologica, non ha usufruito dei trattamenti termali. Lo studio, tramite una scala di parametri validati (FIQ eVAS), ha verificato nel tempo le pazienti ed i risultati più rilevanti sono stati: la conferma a 16 settimane (4 mesi) dei miglioramenti significativi dei parametri di valutazione e l’ottima tolleranza dei trattamenti (nessuna defezione tra le persone arruolate nel trial) da parte delle pazienti. In quest’ottica anche se sappiamo che non c’è LA terapia per la Sindrome Fibromialgica, che deve quindi essere affrontata con un approccio poli-terapeutico, il fatto di aver dimostrato che la fangoterapia ha effetti postivi, potrebbe consentire a queste pazienti di ridurre l’assunzione di farmaci sintomatici antidolorifici, che purtroppo dovrebbero essere assunti per la vita, data la cronicità della patologia”.
In considerazione dei risultati dello studio si può quindi concludere che se le pazienti affette da FMS potessero ripetere ogni sei mesi un ciclo di fangoterapia (2 settimane di trattamenti con 10/12 applicazioni) avrebbero una copertura completa di un anno rispetto ai benefici derivanti dall’associazione trattamenti e terapie farmacologiche, centrando allo stesso tempo l’obiettivo di equilibrare la loro dipendenza dai farmaci.
La FoRST, è una fondazione nata con l’obiettivo di garantire, attraverso le sue attività, il finanziamento di studi diretti alla dimostrazione dell’impatto che il termalismo può avere nel trattamento di molte patologie, anche di grande impatto sia a livello individuale, sia socio-economico.
“Nata nel 2003, FoRST ad oggi conta il finanziamento di 33 studi, pubblicati su riviste indicizzate - dichiara Filippo Fernè, Presidente della Fondazione – In Europa solo la FoRST in Italia e la AFRETH in Francia, con cui tra l’altro abbiamo da tempo attivato una forte collaborazione, stanno compiendo progressi sempre più ampi per garantire al pubblico non solo le prestazioni di cura, ma anche di prevenzione, delle patologie più diffuse. FoRST, in particolare, si qualifica come un organismo indipendente, senza fini di lucro e riconosciuta dallo Stato. La nostra principale missione – spiega Fernè – è dedicarci alla promozione della ricerca nel campo della medicina termale. Per questo, favorire la divulgazione di studi così importanti, è motivo di grande orgoglio, a dimostrazione della nostra capacità di generare e sostenere ricerca scientifica di qualità”.
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23/12/2013 Andrea Sperelli


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