(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) a patologie infiammatorie e allergiche; l’accumulo di tali polveri può portare a un aumento della produzione di radicali liberi nella pelle, con una predisposizione anche a patologie più importanti”.
La pelle dei pendolari è soggetta quindi a invecchiamento precoce, che non è necessariamente legato solo ai raggi ultravioletti, “ma proprio alla risposta della pelle all’eccesso di polveri sottili, che causano produzione di più radicali liberi” - precisa la dottoressa Sorbellini - “La pelle entro certi limiti può tamponare questo eccesso di produzione di radicali, ma oltre un certo limite non può che accumularli: essi creano un danno ai telomeri, cioè alle parti terminali del Dna, con conseguente invecchiamento, patologie tumorali benigne o anche di altro genere”.
Altre recenti ricerche, rivela la dottoressa Sorbellini, hanno messo in evidenza questa problematica: uno studio della RoC condotto su 50 città americane ha rilevato che gli abitanti di New York sembrano essere maggiormente a rischio di rughe e di invecchiamento della pelle. È proprio il viaggio per recarsi al lavoro ad essere il principale fattore di invecchiamento della pelle: la media di 37 minuti di viaggio (superiore del 35% rispetto alle altre città), unita all’esposizione della pelle al sole e all’inquinamento, sono i principali colpevoli per la comparsa delle rughe.
Anche l’alto tasso di stress a cui i pendolari sono quotidianamente soggetti è una causa importante di radicali liberi - e quindi di invecchiamento della pelle - oltre che di altre patologie ben più gravi. Secondo un recente studio pubblicato sull'American Journal of Preventative Medicine, realizzato su un campione di 4.300 persone tra Dallas, Fort Worth e Austin - regioni ad alto tasso di pendolarismo - le persone che vivono a più di 16 km dal luogo di lavoro sono più soggette a malattie, tra cui l’ipertensione e l’obesità.
Sembrerebbe proprio che l’unica soluzione possibile sia quella di trasferirsi vicino al proprio posto di lavoro, ma dato che questa rimane per i più una lontana utopia, la dottoressa Elisabetta Sorbellini indica un rimedio ben più concreto e immediato: “Ai pendolari consiglio di procurarsi i nuovi topici a base di zeolite, un minerale derivato dalla lava che ha un effetto di spugna naturale antiaging e anti-inquinamento ad azione antiradicalica elevatissima”. La zeolite può essere assunta anche per via orale: in questo caso agisce a livello intestinale ed è utile al nostro organismo per disintossicarsi dalle sostanze dannose che circolano al suo interno. “Non per niente è stata utilizzata nella decontaminazione delle acque dopo il disastro atomico di Fukushima del marzo 2011”, spiega la dermatologa.
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03/07/2014 Andrea Sperelli


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