(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) ad esempio dopo l'assunzione di terapie antibiotiche.
"I nostri precedenti studi ne avevano già dimostrata la maggiore efficacia rispetto agli antibiotici nel curare non solo le forme ricorrenti, ma anche i quadri clinici gravi di infezione da C. difficile", commenta un altro autore del lavoro, Giovanni Cammarota, responsabile del Day Hospital di Gastroenterologia e Trapianto di Microbiota presso il Policlinico Gemelli. "Tuttavia, si sapeva ancora poco circa l'utilità di tale metodica nel prevenire le complicanze legate all'infezione. Con questo studio abbiamo aggiunto un tassello importante a favore di tale procedura".
Allo studio hanno partecipato 290 pazienti ricoverati per l'infezione, dei quali 181 trattati con gli antibiotici e 109 con il trapianto di microbiota. I pazienti trattati con il trapianto hanno avuto un rischio di sepsi 4 volte inferiore rispetto a quelli trattati con antibiotici (5% vs 22% dei pazienti); inoltre, la degenza media dei pazienti trattati con FMT è stata meno della metà (13 giorni vs 30 giorni) rispetto agli altri; infine, il dato più interessante è che i pazienti trattati con FMT hanno un tasso di sopravvivenza complessiva di circa un terzo maggiore rispetto ai pazienti trattati con antibiotici (92% vs 61%).
"Per la prima volta abbiamo dimostrato che il trapianto migliora la sopravvivenza complessiva di questi pazienti - sostiene Gianluca Ianiro, primo autore dello studio - che mediamente sono di per sé molto fragili e a rischio".

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05/11/2019 Andrea Sperelli


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