(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) uditive personalizzate.
“L’ipoacusia o diminuzione delle capacità uditive – spiega Alessandro Martini, Professore di otorinolaringoiatria, Università degli Studi di Padova – colpisce in misura maggiore gli uomini. Già nel 1994 un ampio studio longitudinale americano aveva messo in luce, per la prima volta, come le donne abbiano una migliore capacità uditiva, dato confermato più recentemente da uno studio italiano che il mio gruppo ha condotto sulla popolazione veneta. I dati a disposizione ci dicono che il sesso femminile ha una soglia uditiva superiore a circa 1.000 Hertz e in generale alle frequenze del parlato”.
“La spiegazione del miglior udito delle donne – aggiunge il professor Martini – va ricercata in parte nell’azione ormonale protettiva che nel sesso femminile interviene tra i 30 e i 50 anni, ma anche nella maggiore esposizione al rumore del sesso maschile nelle attività ludiche e in quelle lavorative. Fin da piccoli, infatti, i bambini praticano giochi mediamente più rumorosi e traumatici rispetto alle coetanee femmine, poi da adulti gli uomini si dedicano ad alcune situazioni più rumorose (ad esempio caccia, poligono, uso del trapano per lavori domestici). Inoltre, bisogna considerare che il sesso maschile è statisticamente più coinvolto in eventi traumatici sul lavoro, incidenti stradali, scontri e colpi violenti, oltre che essere più esposto al fumo e a fattori di rischio metabolici: tutti elementi che contribuiscono a peggiorare la soglia uditiva. Così con il passare del tempo, dopo i 50 anni, le differenze uditive legate alla protezione ormonale delle donne si riducono, ma gli uomini restano significativamente più colpiti dalla cosiddetta presbiacusia, cioè la diminuzione dell’udito legata all’avanzare dell’età”.
Oggi si contano 590 milioni di persone nel mondo e più di 7 milioni di italiani con un disturbo dell’udito. Si stima che entro il 2050 oltre un miliardo di individui nel mondo soffrirà di ipoacusia: una diminuzione della capacità uditiva che comporta una ridotta percezione dei suoni e difficoltà nel capire le parole, soprattutto se pronunciate a bassa voce e/o in presenza di un rumore nell’ambiente. La perdita uditiva è più frequente nelle persone anziane a causa di un naturale invecchiamento del sistema uditivo. Infatti, più del 40% delle persone tra 60-69 anni presenta una forma significativa di ipoacusia e l’incidenza aumenta fino al 90% dopo gli 80 anni.

Le differenze uditive di genere in 7 punti.

1. Le donne hanno un udito migliore degli uomini, soprattutto a 1.000 Hertz e in generale alle frequenze del parlato.

2. La migliore capacità uditiva delle donne potrebbe spiegare in parte, secondo alcuni esperti, le diverse doti linguistiche e di apprendimento.

3. Negli uomini la sensibilità uditiva peggiora con una velocità doppia rispetto alle donne.

4. Negli uomini la diminuzione di soglia inizia prima, a circa 30 anni, mentre nelle donne avviene più tardivamente.

5. Nelle donne, tra i 30 e i 50 anni, prevalgono alcuni effetti protettivi ormonali che rendono l’ipoacusia generalmente più frequente nel sesso maschile.

6. Gli uomini sono statisticamente più coinvolti in situazioni rumorose, eventi traumatici sul lavoro, incidenti stradali, scontri e colpi violenti, oltre che essere più esposti al fumo e a fattori di rischio metabolici: tutti elementi che contribuiscono a peggiorare la soglia uditiva.

7. Dopo i 50 anni le differenze uditive legate ai fattori ormonali si riducono, ma gli uomini restano significativamente più colpiti dalla presbiacusia, cioè la diminuzione dell’udito legata all’avanzare dell’età.
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06/03/2015 Arturo Bandini

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