(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) quando interagiscono con l’epitelio trasformato in senso neoplastico, i mastociti confondono la crescita tumorale con un processo di riparazione non risolto, favorendo la crescita tumorale. Questa conclusione è in linea con il raffigurare il cancro come 'una ferita che mai guarisce'”.
Lo studio, pubblicato proprio in questi giorni sulla rivista Cancer Research, dimostra che la risoluzione della colite, indotta sperimentalmente nei topi, viene ritardata in assenza dei mastociti; nell’uomo, allo stesso modo, la persistente infiammazione caratteristica della retto-colite ulcerosa è associata a una depauperazione di mastociti, che risultano quindi fondamentali nel processo di guarigione.
Al contrario, i processi di trasformazione non dipendenti dall’infiammazione cronica, come la transizione adenoma-carcinoma, si caratterizzano per l’immutata presenza e funzione dei mastociti. Quindi un’appropriata densità di mastociti è necessaria per la corretta riparazione del danno infiammatorio.
“Nel caso il tessuto in riparo accumuli mutazioni oncogeniche il mastocita confonde il riparo fisiologico con quello aberrante associato al cancro favorendone la progressione. Per questo - conclude il dottor Colombo - data l’importanza del microambiente tumorale per l’efficacia dei trattamenti farmacologici, conoscere le dinamiche con cui variano densità e funzione delle cellule del microambiente stesso durante i processi di cancerogenesi può aprire nuove prospettive di prevenzione e cura”.

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28/07/2015 Andrea Sperelli


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