(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) spesso però il dolore può svilupparsi indipendentemente dal manifestarsi di un evento traumatico, come una caduta o una contusione.
Vediamo quindi quali sono le principali cause di dolore al polso, e come porvi rimedio in modo semplice, veloce ed efficace.


Principali cause del dolore al polso

Come per tanti altri problemi di salute, stabilire le cause del malessere è il primo, fondamentale passo per determinare un’appropriata terapia e un piano di cura modellato sulle esigenze del paziente. Accertare le cause del dolore al polso non è sempre un’operazione immediata: a volte sono necessari esami e controlli specifici; non di rado si fa ricorso alle radiografie, specialmente quando è necessario capire se c’è una frattura o una lesione della struttura ossea.
In generale, le cause di dolore al polso possono essere ricondotte a due tipologie: il dolore prodotto da traumi – come una caduta violenta – che causano dolori acuti e improvvisi e il dolore prodotto da patologie croniche – come le artriti o la sindrome del tunnel carpale – che sono invece all’origine di dolori costanti, più o meno acuti ma prolungati nel tempo.

La causa più comune di dolore al polso è certamente quella da trauma acuto. Il più delle volte si tratta di distorsioni: detta comunemente “storte”, consiste nella momentanea perdita dei normali contatti tra le estremità articolari, in sostanza di una breve modifica del normale assetto anatomico. Ovviamente il dolore al polso può derivare anche da quella che è considerata la situazione traumatica aggravata rispetto alla distorsione, ovvero la lussazione, perché comporta una modificazione permanente del normale assetto anatomico (in sostanza, la perdita dei contatti tra le estremità articolari non rientra immediatamente nella norma, ma va ripristinata artificialmente). Sebbene dalla descrizione suonino spaventose, distorsione e lussazione sono estremamente comuni, specialmente tra coloro che praticano sport: oltre al polso, è facile che si senta parlare di distorsioni alla caviglia o di lussazione della spalla.

Nelle circostanze più sfortunate i traumi accidentali possono portare a episodi di frattura ossea: è il caso delle cadute accidentali in avanti, perché cadendo siamo istintivamente portati a portare in avanti braccia e mani, a protezione del viso. L’impatto con il terreno o con altra superficie è assorbito in massima parte proprio dall’articolazione del polso, che assorbe improvvisamente una grande quantità di energia cinetica.
Ma attenzione! Non sempre i dolori acuti alla struttura ossea del polso derivano da una caduta o da altro evento traumatico “imprevedibile”: esistono anche le cosiddette “fratture o infiammazioni da stress”, in cui la grave infiammazione dei tendini del polso e la rottura di uno o più elementi del carpo – ovvero la struttura ossea composta da 8 ossa sottili, disposte in due file da 4, che costituisce il polso – sono determinate dalla ripetizione continua e stressante di alcuni determinati movimenti.

Questa situazione ci porta a parlare della seconda tipologia di dolore articolare al polso, quello prodotto da patologie croniche. Si tratta in particolar modo delle ben note artriti:
in particolare, l’artrosi è una forma di artrite causata dall’usura delle cartilagini articolari, e dalla conseguente rottura delle stesse; quella che riguarda il polso non è particolarmente diffusa;
l’artrite reumatoide, invece, è una degenerazione delle articolazioni dovuta a cause autoimmuni, in cui il sistema immunitario attacca erroneamente i tessuti articolari, che si gonfiano e si irrigidiscono.

Spendiamo infine alcune parole su uno dei disturbi più frequenti del polso: la sindrome del tunnel carpale.
È una sindrome da compressione nervosa in cui, in seguito al restringimento del tunnel carpale, il nervo mediano del polso subisce uno schiacciamento e provoca formicolio, intorpidimento e dolore del polso e della mano.


Consigli per combattere il dolore al polso

In base all’origine del dolore, si prevedono differenti terapie contro il dolore al polso. Vediamo insieme le più praticate.
1. Risposo: è consigliato per qualsiasi tipo di dolore al polso, sia di natura traumatica sia di natura cronica. Questo rimedio è basato sull’immobilizzazione dell’articolazione, che va tenuta il più possibile ferma e a riposo, possibilmente sollevata sopra il livello del cuore per aiutare la circolazione sanguigna.
2. Ghiaccio. L’applicazione di ghiaccio sulla zona indolenzita è in molti casi – soprattutto per le distorsioni – il rimedio più veloce, pratico, economico ed efficace. Oltre al potente effetto analgesico, la terapia con il freddo può contribuire alla diminuzione del gonfiore e quindi dell’eventuale infiammazione.
3. Tutori: sono consigliati in caso di distorsioni o infiammazioni mediamente gravi. Anche in questo caso l’obiettivo è tenere ferma e a riposo l’articolazione, evitando ulteriori fattori di stress. In caso di fratture i trattamenti terapeutici più comuni prevedono steccature o vere e proprie ingessature, che favoriscono la corretta saldatura dell’osso.
4. Farmaci e pomate possono essere assunti, su consiglio o prescrizione di un medico, per ridurre lo stato infiammatorio e diminuire il dolore. Nelle distorsioni di entità lieve o moderata, gli antinfiammatori possono essere applicati anche tramite gel o pomata, insieme a un leggero massaggio.

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24/10/2019


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