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alla 1° pagina..) da naso chiuso o che cola e qualche colpo di tosse o mal di gola senza altri sintomi come magari disturbi gastrointestinali possiamo concludere con abbastanza certezza che siamo di fronte a un classico raffreddamento stagionale», spiega Gianvincenzo Zuccotti.
In presenza di più sintomi, il discorso può cambiare: «Se al raffreddore si aggiungono febbre superiore a 37,5 e magari anche sintomi gastrointestinali come vomito e diarrea allora è lecito sospettare di Covid-19. In generale se i sintomi si presentano singolarmente: solo raffreddore, solo febbre, solo vomito e diarrea è verosimile che siamo di fronte a malanni di stagione, i classici raffreddori e gastroenteriti virali che accompagnano l’inverno e non a Covid-19».
La tosse secca e stizzosa può essere un segnale di Covid-19, ma non è comunque automatica l’associazione: «Come detto ha ricominciato a circolare anche il virus respiratorio sinciziale (RSV) capace di infettare l’apparato respiratorio provocando bronchiti asmatiformi e bronchioliti. La tosse stizzosa è un sintomo e sarà quindi necessaria in questi casi una diagnosi differenziale. Molte volte però queste forme non danno febbre», aggiunge il pediatra.
E la scuola? Secondo il dott. Zuccotti, se si tratta di un semplice raffreddore con qualche colpo di tosse, si può anche pensare di continuare a frequentare. Il bambino va però tenuto a casa se ha più di 37,5, con sintomi gastroenterici e/o tosse persistente. Del resto, era un’indicazione valida anche in periodo pre-Covid.
In generale, secondo Zuccotti, sono cambiate le condizioni e andiamo verso un miglioramento graduale della situazione epidemica: «Non possiamo non tenere conto di quante cose sono cambiate rispetto allo scorso anno. Oggi il 77% della popolazione italiana è completamente vaccinata, in Lombardia si viaggia verso il 90%. Sappiamo che chi è vaccinato e si contagia, difficilmente viene ricoverato o finisce in terapia intensiva, piuttosto resta spesso asintomatico. Stiamo vaccinando con la terza dose la popolazione più fragile e a breve toccherà agli over 80 e ai medici. La situazione è totalmente diversa, chi rischia di più è per lo più protetto dalle conseguenze gravi. Penso che piuttosto di rinchiudere i bambini andrebbero inseguiti gli over 50 ancora non vaccinati, totalmente suscettibili al virus ma, a differenza dei bambini, con rischi di malattia grave e morte decisamente più alti».
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28/09/2021 Andrea Sperelli
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