(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) l’ipertensione, per avere un ridotto metabolismo cerebrale (analizzato con la Pet, Tomografia a emissione di positroni), un marcatore di future forme dementigene. Un altro punto di forza dello studio sta nel fatto che, mentre si conferma l’atteso e ovvio legame tra demenza vascolare e patologie cardiache, qui si guarda alla demenza in generale, compresa quella degenerativa, per intenderci la malattia di Alzheimer. Controllare la salute cardiovascolare, e ridurre l’ipertensione a 50-60 anni, fa la differenza in termini di futura salute mentale sia per le forme vascolari che per quelle degenerative di demenza».
Oltre alla pressione, però, vanno tenuti sotto controllo altri fattori: colesterolo, diabete, alimentazione, fumo. Tutti aspetti che potrebbero mettere a rischio non solo il cuore, ma anche il cervello.
«I pilastri della prevenzione cardiovascolare, e non solo, restano la vera dieta mediterranea e l’attività fisica, ricordando che l’una potenzia l’altra. Ma è necessario pensarci per tempo. È necessario anche tenere ben presente che ridurre i livelli pressori quando si è già decisamente avanti con gli anni e un disturbo cognitivo è già iniziato può, addirittura, avere un effetto controproducente».
«Negli anziani o molto anziani, soprattutto se fragili, si può parlare di controllo ottimale pure quando i valori di massima sono sui 140-150, contro i 130 cui si fa riferimento in età più giovanili. Questo perché, con l’età, funzionano meno bene i recettori, localizzati nella carotide e nell’aorta, che permettono, quando si passa da sdraiati a eretti, di mantenere stabili i valori pressori. In particolare, in chi soffre di Alzheimer, ma anche di Parkinson, la componente neurovegetativa è compromessa e il passaggio da posizione sdraiata a ortostatica può causare un brusco abbassamento della pressione, la cosiddetta ipotensione ortostatica. Un problema favorito anche dai farmaci alfa-bloccanti, usati per l’ipertrofia prostatica, e dalle benzodiazepine utilizzate, erroneamente, e magari per anni, per indurre il sonno. Ecco perché sarebbe utile negli anziani controllare la pressione pure quando sono in piedi: se è troppo bassa - anche per un sovra-trattamento dell’ipertensione - si riduce la circolazione cerebrale e, come è facile immaginare, questo non fa di certo bene».

08/10/2021 Andrea Sperelli


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