Un cervello in provetta per diagnosticare il Parkinson

L’obiettivo è accelerare i tempi della diagnosi

Chi non vorrebbe un avatar del proprio cervello da tenere nel cassetto del comodino? Magari per diagnosticare precocemente malattie neurodegenerative come il Parkinson?
È l’obiettivo cui ambiscono Chiara Magliaro e i suoi colleghi del Centro di ricerca Piaggio dell’Università di Pisa, che coordinano l’innovativo progetto di ricerca “Nap” (twiN-on-a-chip-brAins for monitoring individual sleeP habits). L’idea è utilizzare, per la prima volta in questo particolare campo di indagine, organoidi cerebrali personalizzati (ossia modelli cellulari tridimensionali avanzati del cervello umano) per mimare i ritmi sonno veglia e studiare il sonno con lo scopo di identificare eventuali disturbi in grado di predire l’insorgenza del Parkinson.
Da tempo infatti è noto come i disturbi del sonno e in particolare il disturbo del comportamento ...  (Continua) leggi la 2° pagina

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