(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) quindi messo a confronto l'induzione del parto a 41 settimane con la gestione dell'attesa fino a 42 settimane su un campione di 2.760 donne, con gravidanze singole e non complicate.
Le donne sono state randomizzate all'induzione del travaglio a 41 settimane o alla gestione di attesa, fino all'induzione a 42 settimane se necessario.
I parametri principali per la valutazione erano la salute complessiva dei bambini, con eventuali nati morti o casi di morte perinatale, il punteggio Apgar a 5 minuti inferiore a 7, bassi livelli di ossigeno e problemi respiratori.
Altri esiti hanno incluso il ricovero in un'unità di terapia intensiva neonatale, un punteggio di Apgar a cinque minuti inferiore a 4, peso alla nascita, polmonite o sepsi.
Per la misura di esito principale, i ricercatori non hanno riscontrato alcuna differenza tra i gruppi, e anche altri esiti, come il taglio cesareo e la salute della madre dopo il parto, non sono risultati diversi.
Nel gruppo gestito con l'attesa, però, sono morti 6 bambini mentre nel gruppo con induzione alla 41esima settimana nessun bambino è morto.
Secondo i calcoli, ogni 230 donne che ricevono un'induzione a 41 settimane si evita una morte.
In un editoriale di accompagnamento Sara Kenyon, della University of
Birmingham, insieme ad alcuni colleghi, si dice d'accordo con queste conclusioni e afferma che l'induzione a 41 settimane appare l'opzione più sicura per le donne e i bambini.
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27/02/2020 Andrea Piccoli


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