(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) perché li sentiamo stanchi o irritati. È una zona dove la pelle è molto sensibile. Così i primi segni del tempo si iniziano già a vedere poco dopo i 30 anni».
Porre rimedio è possibile partendo da quelli che sono i classici stili di vita corretti, con una variegata alimentazione, un buon riposo e la protezione dal sole. «Per contrastare le fastidiose zampe di gallina che si formano un rimedio molto efficace è la tossina botulinica: un iniettivo che permette di restituire una pelle tonica, ma anche richiede dei trattamenti di “manutenzione”», osserva Gilardino. «Nelle situazioni un po’ più compromesse è possibile ricorrere anche al laser frazionato: questo non solamente restituisce elasticità alla pelle, ma permette di combattere anche le rughe più sottili che appesantiscono lo sguardo».
Differente è l’approccio alle borse e alle occhiaie. «Entrambe possono avere origine genetica e dipendono dalla conformazione del viso. Le prime derivano dalla presenza di un eccesso di tessuto adiposo che ernia e protrude sotto la pelle delle palpebre inferiori e per queste, l’unico intervento efficace è di tipo chirurgico. La chirurgia però non deve spaventare, oggi ci sono tecniche assolutamente mini invasive che non lasciano alcuna cicatrice e in modo rapido permettono l’asportazione della piccola eccedenza di grasso che dà origine alla borsa». Altra cosa sono le occhiaie. «È quando l’occhio si presenta scavato, con la pelle sottostante un po’ più scura che rende lo sguardo, quindi anche tutto il viso, piuttosto stanco. È possibile intervenire con dei filler per riempire le parti che il tempo, o la propria costituzione, hanno “svuotato”, attenuando così anche l’“effetto scuro” sotto gli occhi. Tendenzialmente le occhiaie sono costituzionali, dipendono dalla conformazione del volto e dalla struttura della pelle». Nei casi in cui l’occhiaia sia determinata anche da un colore più scuro della pelle «è possibile schiarire il colore con dei peeling», puntualizza la specialista.
Per la parte superiore degli occhi, per illuminare lo sguardo, c’è la blefaroplastica non chirurgica. «Nelle palpebre superiori, a fronte di una leggera lassità della pelle, non è più necessario ricorrere a un intervento chirurgico, ma vi sono delle tecniche di medicina estetica che permettono di migliorare la tonicità della pelle in quell’area. Conosciuta come la “blefaroplastica non chirurgica”, questo trattamento si basa sulla creazione di micro coagulazioni che consentono alla pelle di ritrarsi. Nelle situazioni più compromesse, l’unica strada resta la blefaroplastica più tradizionale che però è stata migliorata molto nei tempi di recupero».
In generale, nel periodo estivo è meglio orientarsi verso trattamenti di medicina estetica «avendo cura però di non esporsi al sole per un paio di settimane. La chirurgia è più indicata in autunno», conclude Gilardino.

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15/07/2020 Arturo Bandini


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