Hiv, quando la terapia antiretrovirale va interrotta

Scoperti biomarcatori che segnalano il momento migliore

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Un gruppo di adolescenti e giovani adulti nati con l’HIV e trattati fin dalla prima infanzia ha mostrato una notevole capacità di controllo dell’infezione, mantenendo il virus in uno stato quasi inattivo. È quanto emerge da uno studio condotto dai ricercatori dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, in collaborazione con l’Università di Roma “Tor Vergata” e il MIT di Boston, pubblicato sulla rivista Cell Reports Medicine.
I pazienti coinvolti, parte della coorte denominata LEUKOHIV, sono stati sottoposti a terapia antiretrovirale precoce e continuativa per una media di 20 anni. Lo studio ha individuato specifici segnali del sistema immunitario (biomarcatori) che si associano a una presenza estremamente ridotta del virus HIV nell’organismo (condizione nota come “reservoir virale” minimo). Questo parametro è molto importante dal punto di vista clinico, perché può aiutare a riconoscere quei ...  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

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Del 26/06/2025 09:57:00

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