(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) può aiutare a rinforzare il legame di attaccamento essenziale per lo sviluppo infantile che è dato per scontato coi bambini nati a termine ma può essere compromesso dalla condizione di separazione in cui i bambini prematuri affrontano i primi giorni di vita”.
I risultati osservati dal gruppo di ricerca mostrano che quando la madre parla al suo bambino durante la procedura dolorosa i segnali delle espressioni di sofferenza del bambino diminuiscono e anche il suo livello di ossitocina aumenta significativamente, a indicare una migliore gestione del dolore. Si trova un effetto maggiore quando la madre parla al suo bambino e non quando canta, e ciò può essere spiegato col fatto che parlando la madre adatta maggiormente l’intonazione della voce a quello che percepisce nel suo bambino mentre quando canta è limitata in misura maggiore dalla struttura della melodia.
Un bambino che nasce prematuro spesso deve essere separato dai propri genitori e messo in un’incubatrice in un reparto intensivo. Per diverse settimane, viene sottoposto a procedure mediche anche dolorose senza che si possano utilizzare troppi farmaci analgesici in quanto possono essere dannosi per il suo sviluppo. Un obiettivo importante è quindi trovare modi alternativi per alleviare la sofferenza dei bimbi prematuri, e diversi studi hanno mostrato che la presenza della madre o del
padre ha un reale effetto calmante sul bambino.
Per verificare le ipotesi sugli effetti di un precoce contatto con la voce materna, all’Ospedale Parini Beauregard di Aosta, sono stati seguiti 20 bambini nati prematuri con l’importante collaborazione di Carmen Spagnuolo e tutto lo staff infermieristico, del Dott. Paolo Serravalle e della Dott.ssa Roberta Daniele. Alle loro madri veniva richiesto di essere presenti durante il quotidiano prelievo del sangue, che viene fatto estraendo alcune gocce di sangue dal tallone. Si è presa in considerazione la voce materna perché nei primi giorni di vita è solitamente più difficile per i padri essere presenti, ma futuri sviluppi della ricerca prevedono di considerare anche gli effetti
della voce paterna. Lo studio è stato condotto in tre fasi in tre giorni diversi, permettendo il confronto fra tre condizioni: il primo giorno senza la presenza della madre, il secondo con la madre che parlava al bambino, il terzo con la madre che cantava per il suo bambino, iniziando cinque minuti prima del prelievo e continuando fino a dopo il termine; inoltre, l’ordine di queste condizioni veniva casualmente cambiato. Il momento del prelievo di sangue veniva videoregistrato e le espressioni facciali del bambino erano codificate da osservatori “ciechi” alla condizione in cui era stato effettuato, il video era muto e non si poteva inferire se la madre era o meno presente. Venivano inoltre misurati indicatori fisiologici quali battito cardiaco e ossigenazione. Fra i principali indicatori, è stato considerato il livello di ossitocina, l’ormone coinvolto nel legame di attaccamento e legato alla modulazione del dolore, misurato raccogliendo un campione della saliva del bambino prima e dopo il prelievo di sangue.
Si ottengono quindi forti indicazioni dell'importanza della presenza dei genitori in Terapia Intensiva. I bambini prematuri subiscono un forte livello di stress alla nascita e la presenza dei genitori può avere un notevole impatto sul loro benessere e sviluppo.
30/08/2021 Andrea Sperelli


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