(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) 2017 è pari al 6,5%. La stima ottenuta utilizzando i valori JNC7 2003 è stata invece del 1,3%.
Tra gli adulti recentemente classificati con IDH, lo 0,6% ha raggiunto anche la soglia per il trattamento con antipertensivi, solo sulla base di IDH.
Gli autori hanno quindi analizzato un campione di oltre 8mila adulti con follow up medio di 25 anni. Non è stata trovata un'associazione fra IDH e malattie cardiovascolari, insufficienza cardiaca o malattia renale cronica.
Neanche in altre 2 coorti esterne è stata trovata un'associazione significativa.
«Se un individuo ha la pressione sistolica normale (<130 mmHg secondo le nuove linee guida), i nostri dati suggeriscono che non importa quale sia la diastolica», ha commentato McEvoy, che ha spiegato come con il limite di 80 mmHg, 12 milioni di statunitensi saranno etichettati come ipertesi.
Secondo McEvoy, quindi, la pressione diastolica non è adatta a definire gli obiettivi di ipertensione e trattamento.
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26/02/2020 Andrea Sperelli


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