(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) invenzione è la prima nel suo genere in quanto, ad oggi, non esiste alcun sistema di screening precoce. La tempestività nella diagnosi, in questo tumore, è invece essenziale. Con l’individuazione in fase iniziale, basterà l’intervento chirurgico, senza neanche il ricorso alla chemioterapia, con sopravvivenza altissima (superiore al 90-95%). Al quarto stadio, invece, la sopravvivenza scende a circa il 15%. Al momento, Medea sta seguendo il protocollo per la validazione scientifica.
Lo scorso aprile è stata stipulata una convenzione con la sezione di Avellino della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori e, grazie al presidente Mario Belli e al professor Maurizio Guida, è partita la sperimentazione. Lo studio prevede l'arruolamento di circa 2mila donne. Le volontarie possono recarsi gratuitamente presso la sezione di Avellino della LILT ed eseguire la puntura digitale ed una breve raccolta dati. Essendo un trial clinico, non viene emessa una diagnosi, ma, se il test risulta positivo, le stesse vengono invitate ad eseguire ulteriori accertamenti. Un vasetto di miele biologico è il cadeaux per le donne che si sono sottoposte allo screening. “È una iniziativa di cui siamo molto orgogliosi e che verificherà il perfetto funzionamento del test”, dicono gli inventori, Giovanni Scala e Jacopo Troisi. Lo studio si concluderà nel 2019. Nel frattempo è già avviato l’iter per estendere il brevetto anche all’estero.
Il carcinoma endometriale è il tumore più frequente dell'apparato genitale. Si presenta soprattutto tra i 55 ed i 65 anni ed è molto raro che insorga prima della menopausa. Si associa a obesità, diabete, ipertensione, età precoce del menarca, terapia estrogenica per il trattamento della menopausa, non aver avuto alcuna gravidanza, etc. Come è facile riscontrare, queste condizioni rappresentano sempre più la donna moderna. Per quanto riguarda l’incidenza, questa varia ampiamente a seconda delle nazioni e della razza. Negli Stati Uniti nel 2017 sono stati diagnosticati oltre 60 mila casi (61.380) con quasi 11 mila decessi (10.920) e l’incidenza aumenta di circa l’1% all’anno tra le donne bianche e di oltre il 3% nelle donne afro-americane. In Europa, si contano circa 90 mila casi all’anno, di cui circa 8-10 mila in Italia.
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26/02/2018 Andrea Sperelli


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