(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) il doppio dei tumori e il triplo delle lesioni.
Una ricerca italiana, invece, sta lavorando a un nuovo tipo di test. In questo caso si può dire che la diagnosi precoce è a un soffio. Un team dell'Università Aldo Moro di Bari pare infatti abbia messo a punto un sistema molto semplice per consentire la diagnosi di un tumore del colon, basato sul soffio in un palloncino e sull'analisi dell'aria espirata dal paziente.
Nel respiro sarebbero rintracciabili le tracce che il cancro deposita nel sangue, rendendo la diagnosi estremamente meno invasiva e traumatica rispetto ai metodi tradizionali come la colonscopia o l'esame del sangue occulto delle feci, peraltro non risolutivo.
Secondo i numeri diffusi dai ricercatori pugliesi, il metodo del palloncino surclasserebbe di molto quello del sangue occulto nelle feci, dal momento che riuscirebbe a individuare il tumore in 80 casi su 100, mentre su 100 casi positivi rilevati dal secondo esame soltanto 50-60 sarebbero addebitabili – in seguito a successiva colonscopia - a una qualche patologia intestinale e addirittura solo 7 legati all'insorgenza di un tumore.
Nonostante i numeri, i ricercatori del Dipartimento di Chimica dell'ateneo pugliese guidati dal prof. Gianluigi De Gennaro e del Dipartimento di Emergenza e Trapianti d'organo guidati dal prof. Donato Altomare si mostrano cauti. Come spiega il prof. De Gennaro, “si tratta di un primo passo. Mentre tutti gli altri ricercatori lavorano sui marker tumorali cioè su singole molecole, noi ne abbiamo utilizzati diverse, per la semplice ragione che per questa malattia non è al momento possibile individuare un unico marker, quindi solo un approccio differente poteva risolvere il problema della diagnosi. Lo stesso che abbiamo utilizzato per identificare le emissioni dell’Ilva, o quelle del traffico. La scoperta deriva in pratica dalle conoscenze sull’ambiente e sulla qualità dell’aria che abbiamo maturato in questi anni. Abbiamo individuato un gruppo di molecole che presentano profili specifici per i sani e per i malati”.
Finanziati da uno stanziamento della Regione Puglia, i due team – interamente composti da giovani ricercatrici – hanno realizzato anche uno strumento studiato appositamente per la diagnosi, che in futuro eviterà al paziente anche il fastidio di soffiare con forza all'interno del palloncino. Lo strumento catturerà infatti soltanto la parte del respiro che più interessa i ricercatori, ovvero quella alveolare. “Non sarà più necessario neanche sforzarsi per gonfiare un palloncino, ma respirare normalmente in un boccaglio, al resto penserà il nuovo strumento”, spiega il prof. Altomare.
Al di là dell'efficacia, il nuovo metodo, nelle speranze dei ricercatori, potrebbe aggirare uno dei grandi problemi relativi a questo tipo di neoplasia, ovvero i controlli invasivi necessari per la prevenzione, un fattore che potrebbe rivelarsi decisivo spingendo molte più persone a controllarsi con maggior frequenza.
La notizia è stata rilanciata anche da autorevoli riviste scientifiche come il British Journal of Surgery e interessa sicuramente una vasta platea, dal momento che, stando agli ultimi dati, per quest'anno sono previsti circa 51600 nuovi casi, e il cancro al colon rappresenta la seconda causa di morte per tumore fra gli uomini e la terza fra le donne.
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29/05/2013 Andrea Piccoli


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