(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) mostravano una chiara riduzione del dolore percepito e un'attività cerebrale ridotta nella zona che sottintende alla gestione di questo tipo di sensazione. Secondo i ricercatori, “l'effetto è notevole. C'è stato il 40 per cento di riduzione dell'intensità del dolore e il 57 per cento della sua sgradevolezza. Sono percentuali maggiori di quelle che si ottengono con la morfina, con la quale si raggiunge di solito il 25 per cento".
Uno studio precedente, dell'Università del Wisconsin, aveva coinvolto 41 persone in uno studio sull'effetto della cosiddetta “terapia della mente attiva” (mindfulness medication), una tecnica sviluppata da Jon Kabat-Zinn, un esperto americano nella riduzione dello stress, per aiutare chi viene ricoverato in ospedale a limitare dolore e fastidi.
Venticinque persone hanno seguito un corso di meditazione a cadenza settimanale, con un ritiro di sette ore, nel corso dello studio, eseguendo anche una serie di esercizi a casa. Le altre non hanno fatto nulla di speciale. Dopo otto settimane, i ricercatori hanno misurato l'attività elettrica nella zona frontale del cervello di tutti i partecipanti. Questa regione è risultata più attiva nell'area di sinistra, in chi aveva fatto meditazione. Una caratteristica associata a un più basso livello di ansia e a uno stato emotivo più positivo. Inoltre, a tutti i partecipanti era stato inoculato un virus influenzale all'inizio dello studio, e quelli che avevano meditato presentavano anche livelli più alti di anticorpi.

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07/06/2011 Andrea Sperelli


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