Infarto, l’ipotermia non serve

Studio italiano dimostra l’inefficacia dell’approccio

Infarto_4143.jpg

Uno studio dell’Ospedale Policlinico San Martino di Genova ha indagato l’effetto dell’ipotermia su un soggetto colpito da arresto cardiaco. Lo studio, coordinato dal prof. Paolo Pelosi, è stato pubblicato sul New England Journal of Medicine.
L’arresto cardiaco è una patologia frequente (in Italia si stimano circa 1 caso/anno ogni 1000 abitanti), gravata da elevata mortalità (60.000 pazienti deceduti/anno e quasi 100.000 deceduti nel 2020) e caratterizzata da un peggioramento della qualità di vita nel 50% dei pazienti sopravvissuti.
In precedenti lavori effettuati negli anni 2000, era stata riportata la possibile efficacia dell’ipotermia a 32-33 °C quale tecnica per migliorare la prognosi clinica sia a breve che a lungo termine in quei pazienti che avevano subito un arresto cardiaco extra-ospedaliero. Tuttavia, tali studi avevano arruolato un numero limitato di soggetti. ...  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

Keywords | infarto, ipotermia, mortalità,

<-- #include virtual="../4strokevideo.inc" -->

Sondaggi Nei preliminari sessuali non bisogna tralasciare...
Che cosa? Vota | Risultati

Tutti i SONDAGGI di ItaliaSalute.it
ADD BOOKMARK

ai preferiti di salute

Abbonati ai Feed Rss Mailing List Di OKMEDICNA.IT, gli ultimi aggiornamenti 
              sulla salute e la medicina La Pubblicit su Italia Salute

Le informazioni di medicina e salute non sostituiscono l'intervento del medico curante

Avvertenze Privacy a norma Regolamento UE 2016/679 GDPR.


Questa pagina è stata letta 2224 volte