(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) medica dell'Istituto Gustave Roussy di
Villejuif. -. Questo anticorpo monoclonale coniugato presenta alcune proprietà peculiari: il carico farmacologico è rappresentato da un nuovo inibitore estremamente potente della topoisomerasi I, caratterizzato da un'emivita sistemica molto breve. Inoltre, ogni molecola di anticorpo è coniugata a 8 molecole di deruxtecan e il legame fra linker e carico farmacologico è stabile e clivabile selettivamente a livello delle cellule tumorali. Infine, il farmaco citotossico ha un'elevata permeabilità di membrana, proprietà che gli consente di raggiungere e
uccidere non solo le cellule HER2 positive, ma anche quelle tumorali circostanti Her2 negative".
I dati sono relativi a 20,5 mesi di follow up dello studio e confermano l'efficacia osservata dopo i primi undici mesi. "I dati di efficacia sono relativi alle 184 pazienti trattate con una dose di 5,4 mg/Kg - aggiunge il ricercatore -: tutte erano state pesantemente trattate in precedenza con due o più linee di trattamento ed erano tutte resistenti a T DM1, a trastuzumab e alla chemioterapia. I dati salienti dopo 20,5 mesi di follow up sono rappresentati dal tasso di risposta obiettiva del 61,4%,
con una remissione completa in 12 pazienti (6,5%), mentre quasi tutti le pazienti hanno presentato un certo grado di riduzione delle dimensioni del tumore. La sopravvivenza mediana libera da progressione (PFS) risulta di 19,4 mesi e il 74% delle pazienti sono vive a 18 mesi dall'inizio del trattamento".
I tumori classificati come HER2 positivi rappresentano circa il 15% del totale, ma una percentuale che va dal 60 al 70% delle pazienti affette da cancro al seno mostra comunque una certa espressione del recettore, tanto che l’anticorpo potrebbe risultare efficace anche in questi casi.
"In uno studio in cui la maggior parte delle pazienti presenta una bassa espressione di HER2, l'anticorpo monoclonale coniugato trastuzumab deruxtecan è stato in grado di provocare una riduzione delle dimensioni del tumore nel 44% delle pazienti - ricorda Pierfranco Conte, dell'Università di Padova -. La durata della risposta è stata di quasi un anno e la sopravvivenza mediana di 8 mesi. E si tratta di pazienti che in precedenza erano state trattate pesantemente con le linee di trattamento disponibili prima di essere sottoposte alla terapia con trastuzumab deruxtecan".
Basandosi su questi dati, il Chmp dell’Ema ha espresso parere favorevole per l’immissione in commercio del nuovo anticorpo monoclonale coniugato.
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29/12/2020 Andrea Sperelli

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