(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) terapia precedenti, al precedente trattamento con pertuzumab o allo stato delle metastasi viscerali.
Nelle pazienti con metastasi cerebrali stabili al basale, il trattamento con trastuzumab deruxtecan ha dimostrato una sopravvivenza libera da progressione più elevata rispetto a T-DM1 (n=82; PFS da revisione centrale indipendente in cieco [BICR], hazard ratio [HR ]= 0,25; 95% CI: 0,13-0,45). Inoltre, al momento analisi dei dati il 21 maggio 2021, in questo particolare sottogruppo, trastuzumab deruxtecan ha portato ad un miglioramento della PFS raggiungendo una mediana di 15,0 mesi (95% CI: 12,5-22,2) rispetto ai 3,0 mesi del T-DM1 (95% CI: 2,8-5,8).
In occasione della conferenza virtuale della Società Europea di Oncologia Medica (ESMO) dello scorso luglio 2021 erano stati presentati i risultati di trastuzumab deruxtecan sulla popolazione complessiva dello studio, e avevano dimostrato una riduzione del 72% del rischio di progressione della malattia o di morte rispetto al T-DM1 (hazard ratio [HR] = 0,28; 95% CI: 0,22-0,37; p=7.8x10-22).
"Gli obiettivi principali nel trattamento del carcinoma mammario metastatico HER2-positivo, inclusi i casi con metastasi cerebrali stabili, sono quelli di migliorare i sintomi, stabilizzare o ridurre le dimensioni del tumore e migliorare la sopravvivenza”, ha spiegato Sara Hurvitz, Medico Oncologo, professoressa di Medicina e direttrice del programma di studi clinici sul cancro al seno nella divisione di emato-oncologia presso la David Geffen School of Medicine della UCLA e direttrice dell'Unità di ricerca clinica presso l'UCLA Jonsson Comprehensive Cancer Center a Santa Monica. “La più elevata sopravvivenza libera da progressione osservata nel sottogruppo di pazienti con metastasi cerebrali stabili al basale del DESTINY- Breast03 è incoraggiante e giustifica l’entusiasmo verso un’altra potenziale opzione terapeutica per quelle pazienti che hanno sperimentato una progressione della malattia con i trattamenti attualmente disponibili”.
Il tasso di risposta obiettiva (ORR) confermato per le pazienti con metastasi cerebrali stabili al basale (n=82) è stato del 67,4% (n=29; 95% CI: 51,5-80,9) nel braccio trastuzumab deruxtecan rispetto al 20,5% (n=8; 95% CI: 9,3-36,5) nel braccio T-DM1.In questo sottogruppo, ci sono state due risposte complete (CR) (4,7%) e 27 risposte parziali (PR) (62,8%) nelle pazienti trattate con trastuzumab deruxtecan rispetto a zero CR e otto PR (20,5%) in quelle trattate con T-DM1.
Al cutoff dei dati, una paziente (2,3%) con metastasi cerebrali trattata con trastuzumab deruxtecan ha avuto una progressione di malattia (PD) rispetto a sette (17,9%) trattate con T-DM1. Una valutazione retrospettiva non pre-specificata della risposta intracranica, valutata con BICR tra 72 pazienti con metastasi cerebrali stabili, ha mostrato che il trattamento con trastuzumab deruxtecan ha portato a 10 CR (27,8%) e 13 PR (36,1%), rispetto a una CR (2,8%) e 11 PR (30,6%) del trattamento con T-DM1, fornendo la prova preliminare che il trattamento con trastuzumab deruxtecan è associato alla risposta tumorale intracranica e alla riduzione della malattia a livello cerebrale.
Il profilo di sicurezza degli eventi avversi più comuni con trastuzumab deruxtecan in DESTINY-Breast03 è in linea con i precedenti studi clinici di questo ADC nel carcinoma mammario, e non sono stati identificati nuovi segnali di sicurezza.
Gli eventi avversi più comuni di grado 3 o superiore, che sono emersi dal trattamento, sono stati neutropenia (19,1%), trombocitopenia (7,0%), nausea (6,6%), leucopenia (6,6%), anemia (5,8%), affaticamento (5,1%), vomito (1,6%), aumento delle ALT (1,6%), diminuzione dell'appetito (1,2%), aumento delle AST (0,8%), diarrea (0,4%) e alopecia (0,4%). Complessivamente, il 10,5% dei pazienti ha avuto una malattia polmonare interstiziale (ILD) confermata o una polmonite farmaco-correlata, come determinato da un comitato di aggiudicazione indipendente. La maggior parte degli eventi ILD (9,7%) erano principalmente di basso grado (grado 1 (2,7%) o grado 2 (7,0%)) con due eventi di grado 3 (0,8%) riportati. Non si sono verificati eventi ILD o polmoniti di grado 4 o 5.
"Queste ulteriori analisi del DESTINY-Breast03 continuano a dimostrare il beneficio di trastuzumab deruxtecan rispetto a T-DM1 in diversi sottogruppi di pazienti, compresa la sopravvivenza libera da progressione di 15 mesi in quelle con metastasi cerebrali stabili, e evidenziano il potenziale di questo trattamento di diventare il nuovo standard di cura nelle pazienti con cancro al seno metastatico HER2 positivo precedentemente trattato", ha dichiarato Ken Takeshita, MD, Capo globale del dipartimento Ricerca e Sviluppo di Daiichi Sankyo. “Nel confronto in corso con le autorità regolatorie di tutto il mondo, questi dati ci aiuteranno a realizzare il nostro impegno a fornire trastuzumab deruxtecan alle pazienti con carcinoma mammario HER2 positivo precedentemente trattato, in fasi più precoci del setting metastatico".
"Sono necessarie più opzioni di trattamento per ritardare la progressione ed estendere la sopravvivenza delle pazienti con cancro al seno metastatico HER2 positivo che sviluppano metastasi cerebrali”, ha commentato Susan Galbraith, MBBChir, PhD, Vice Presidente Esecutivo del dipartimento di Ricerca e Sviluppo in Oncologia di AstraZeneca. “Queste ulteriori analisi di DESTINY-Breast03 rafforzano il potenziale di trastuzumab deruxtecan con benefici simili in differenti sottogruppi".
Tutte le pazienti dello studio DESTINY-Breast03 avevano ricevuto almeno una terapia antitumorale precedente, incluso trastuzumab (trastuzumab deruxtecan = 99.6%; T-DM1 = 99.6%) o pertuzumab (trastuzumab deruxtecan = 62.1%; T-DM1 = 60,1%). Il 50% delle pazienti nel braccio trastuzumab deruxtecan aveva ricevuto una linea precedente di terapia. Il 16,5% delle pazienti nel braccio trastuzumab deruxtecan e il 14,8% di quelle nel braccio T-DM1 presentavano metastasi cerebrali al basale. Al momento del cut-off dei dati, il 21 maggio 2021, 136 pazienti risultavano ancora in trattamento con trastuzumab deruxtecan e 49 pazienti con T-DM1.
Nel settembre 2021, sulla base dei risultati primari di DESTINY-Breast03, trastuzumab deruxtecan ha ricevuto la sua quarta Breakthrough Therapy Designation (BTD) negli Stati Uniti per il trattamento di pazienti adulte con carcinoma mammario HER2-positivo non resecabile o metastatico che hanno ricevuto uno o più regimi precedenti a base di anti-HER2.

Il Carcinoma mammario HER2 positivo

Il carcinoma mammario resta il tumore più diffuso al mondo ed è una delle principali cause di morte per cancro nelle donne. Nel 2020 sono stati diagnosticati più di due milioni di casi di carcinoma mammario, con quasi 685.000 decessi a livello globale. Circa un caso su cinque di cancro al seno è considerato HER2-positivo.
HER2 è un recettore di membrana tirosin-chinasico espresso sulla superficie delle cellule di molti tipi di tumore, tra cui quello mammario, gastrico, polmonare e colorettale. L’iper-espressione di HER2 può verificarsi come conseguenza di una alterazione genetica di HER2 nota come amplificazione ed è spesso associata ad una malattia aggressiva con una prognosi infausta.
Nonostante il trattamento iniziale con trastuzumab e un taxano, le pazienti con carcinoma mammario metastatico HER2 positivo vanno spesso incontro a progressione della malattia. Inoltre, si stima che dal 30% al 50% delle pazienti svilupperà metastasi cerebrali, e mentre la maggiore disponibilità di terapie anti-HER2 ha migliorato il controllo sistemico della malattia, la prognosi dopo lo sviluppo di metastasi cerebrali rimane sfavorevole. Sono dunque necessarie più opzioni di trattamento per ritardare ulteriormente la progressione ed estendere la sopravvivenza.

DESTINY-Breast03

DESTINY-Breast03 è uno studio registrativo globale di fase 3, head-to-head, randomizzato, in aperto, che valuta la sicurezza e l'efficacia di trastuzumab deruxtecan (5,4 mg/kg) rispetto a T-DM1 in pazienti con carcinoma mammario HER2-positivo non resecabile e/o metastatico precedentemente trattato con trastuzumab e taxano.
L'endpoint primario di efficacia di DESTINY-Breast03 è la sopravvivenza libera da progressione (PFS), definita come tempo dalla randomizzazione alla prima documentazione oggettiva di progressione radiografica della malattia o morte per qualsiasi causa, basata su una revisione centrale indipendente in cieco (BICR). Gli endpoint secondari di efficacia includono la sopravvivenza globale (OS), il tasso di risposta obiettiva (ORR), la PFS basata sulla valutazione dello sperimentatore e la sicurezza.
DESTINY-Breast03 ha arruolato 524 pazienti in diversi centri in Asia, Europa, Nord America, Oceania e Sud America.
Trastuzumab deruxtecan è un anticorpo monoclonale farmaco-coniugato (ADC) specifico per il recettore HER2. Realizzato con l’impiego della tecnologia DXd brevettata da Daiichi Sankyo, trastuzumab deruxtecan è l’ADC leader del portfolio oncologico di Daiichi Sankyo e il programma più avanzato nella piattaforma scientifica degli ADC di AstraZeneca. È costituito da un anticorpo monoclonale coniugato con un legame stabile ad un inibitore della topoisomerasi I, un derivato dell’exatecano, tramite un linker tetrapeptidico clivabile in maniera selettiva all’interno della cellula tumorale.
Trastuzumab deruxtecan (5,4 mg /kg) è approvato in più di 30 Paesi, per il trattamento di pazienti adulte con carcinoma mammario HER2-positivo non resecabile o metastatico, le quali hanno ricevuto due o più precedenti regimi di trattamento anti-HER2. L’approvazione si basa sui dati dello studio DESTINY-Breast01.
Trastuzumab deruxtecan (6,4 mg /kg) è anche approvato in diversi Paesi per il trattamento di pazienti adulti affetti da adenocarcinoma gastrico HER2-positivo localmente avanzato o adenocarcinoma della giunzione gastroesofagea, precedentemente trattati con regimi a base di trastuzumab. L’approvazione si basa sui risultati del trial DESTINY-Gastric01.
Una variazione di tipo II è attualmente in fase di revisione da parte dell'EMA per il trattamento di pazienti adulti con adenocarcinoma gastrico o della giunzione gastroesofagea, localmente avanzato o metastatico HER2 positivo, precedentemente trattato con un regime a base di anti-HER2.
Leggi altre informazioni
13/12/2021 Andrea Sperelli


Puoi fare una domanda agli specialisti del forum e iscriverti alla newsletter, riceverai le notizie più importanti.

Notizie correlate

Tumore al seno, sacituzumab funziona

  • Tumore al seno, sacituzumab funziona Benefici evidenti in termini di sopravvivenza libera da progressione
    (Leggi)


Organoidi e metastasi da tumore al seno

  • Organoidi e metastasi da tumore al seno Prevedere la risposta ai farmaci partendo da biopsie di metastasi tumorali
    (Leggi)


Tumore del seno, efficace ribociclib

  • Tumore del seno, efficace ribociclib In aggiunta alla terapia endocrina aumenta la sopravvivenza
    (Leggi)


Cancro al seno, trastuzumab abbatte il rischio di morte

  • Cancro al seno, trastuzumab abbatte il rischio di morte Ridotto del 50 per cento rispetto alla chemioterapia
    (Leggi)


Un algoritmo per il tumore al seno triplo negativo

  • Un algoritmo per il tumore al seno triplo negativo Chiarisce il ruolo del sistema immunitario nel rischio di sviluppare metastasi
    (Leggi)


Cancro al seno, i frammenti di Rna influenzano la terapia

  • Cancro al seno, i frammenti di Rna influenzano la terapia Il successo del trattamento ormonale dipende dai frammenti
    (Leggi)


I farmaci che riducono la cardiotossicità della chemio

  • I farmaci che riducono la cardiotossicità della chemio Utili i beta-bloccanti e gli ace-inibitori
    (Leggi)


Cancro al seno, l’intelligenza artificiale evita la biopsia

  • Cancro al seno, l’intelligenza artificiale evita la biopsia Studio italiano dimostra la validità dell’approccio
    (Leggi)


Cancro al seno, nuova cura per le forme aggressive

  • Cancro al seno, nuova cura per le forme aggressive Scoperto meccanismo molecolare che altera il metabolismo delle cellule tumorali
    (Leggi)


Cancro al seno, cura senza chemioterapia

  • Cancro al seno, cura senza chemioterapia In alcuni casi è possibile affrontare questo percorso alternativo
    (Leggi)


Tumore del seno, diagnosi con l’intelligenza artificiale

  • Tumore del seno, diagnosi con l’intelligenza artificiale La sensibilità delle mammografie aumenta e si riducono i falsi positivi
    (Leggi)


Cancro al seno, olaparib riduce le recidive

  • Cancro al seno, olaparib riduce le recidive Nelle pazienti ad alto rischio con mutazione BRCA
    (Leggi)


Cancro al seno, inibitori dell’aromatasi per le recidive

  • Cancro al seno, inibitori dell’aromatasi per le recidive Ridotto il rischio di recidiva rispetto all’uso di tamoxifene
    (Leggi)


La chirurgia conservativa per il tumore del seno

  • La chirurgia conservativa per il tumore del seno Si può evitare lo svuotamento ascellare a migliaia di donne
    (Leggi)


Cancro al seno, un test per trovare la cura migliore

  • Cancro al seno, un test per trovare la cura migliore Esame genomico sviluppato da ricercatori italiani e spagnoli
    (Leggi)


Scoperta nuova causa per le metastasi al seno

  • Scoperta nuova causa per le metastasi al seno Studio italiano fa luce sui meccanismi del cancro mammario
    (Leggi)


Cancro al seno, più guarigioni con la terapia estesa

  • Cancro al seno, più guarigioni con la terapia estesa Farmaco mirato riduce del 42 per cento il rischio di recidiva
    (Leggi)


Cancro al seno, arriva la tomografia multimodale

  • Cancro al seno, arriva la tomografia multimodale Risultato di un progetto europeo coordinato da ricercatori italiani
    (Leggi)


Cancro al seno, tecnica prevede efficacia dell’immunoterapia

  • Cancro al seno, tecnica prevede efficacia dell’immunoterapia I vantaggi per la diagnosi dati dall'Imaging Mass Cytometry
    (Leggi)


Keywords |

Sondaggi Nei preliminari sessuali non bisogna tralasciare...
Che cosa? Vota | Risultati

Tutti i SONDAGGI di ItaliaSalute.it

Italia Salute sempre con te

Abbonati ai Feed Rss Aggiungi a IGoogle Aggiornamenti 
              sulla salute, sulla medicina, promozioni La Pubblicità su Italia Salute

Le informazioni di medicina e salute non sostituiscono l'intervento del medico curante