(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) ulteriormente il calibro dell’arteria stessa, talvolta in modo improvviso (la comparsa di dolore toracico nell’infarto miocardico acuto è legata alla chiusura del vaso per la formazione di un trombo sovrapposto alla placca aterosclerotica). Finora non sono ancora del tutto state chiarite le cause dell’aterosclerosi, anche se indubbiamente le numerose ricerche condotte sull’argomento hanno fornito molti elementi di comprensione. Sono stati infatti identificati diversi fattori di rischio, ovvero fattori la cui presenza aumenta le probabilità che una certa malattia (in questo caso la malattia aterosclerotica) si sviluppi.
La causa della malattia e' da sempre legata alla presenza di fattori di rischio, peraltro in gran parte controllabili, quali fumo di sigaretta, diabete, alti livelli di colesterolo, dislipidemia, obesita' ed ipertensione arteriosa, vita sedentaria, stress, età oltre che di fattori genetici predisponenti.
Un monitoraggio attento della pressione, una dieta equilibrata che eviti eccessiva assunzione di zuccheri e grassi, una riduzione dello stress, una moderata attività fisica, l’astensione dal fumo di sigaretta possono senza dubbio contribuire a ridurre la comparsa di malattia aterosclerotica e delle sue deleterie conseguenze.
Una nuova ricerca però dimostra che i fattori di rischio che solitamente si legano all’aterosclerosi non sempre sono la causa scatenante dell’aterosclerosi.
Viene ora ipotizzato infatti che l'infezione da Cytomegalovirus possa essere responsabile delle lesioni vascolari iniziali caratteristiche del processo aterosclerotico.
Questa scoperta, i cui risultati sono stati pubblicati oggi sulla rivista The Lancet, e' il frutto di una ricerca condotta in collaborazione fra ricercatori dell'Istituto G.Gaslini dell'Universita' di Genova e di Verona, ed e' stata finanziata dal ministero dell'Universita', dalla Fondazione Cariverona e dalla regione Veneto. I ricercatori sono stati guidati dai professori Antonio Puccetti, Roberto Corrocher e Claudio Lunardi. La ricerca ha dunque dimostrato che eventi acuti vascolari possono succedere in assenza dei classici fattori di rischio suddetti. I ricercatori italiani hanno, infatti, posto l'accento sul ruolo dell'infiammazione e di alcuni agenti infettivi, come il Cytomegalovirus appunto, nel determinare gli eventi acuti vascolari. Nel caso delle infezioni, quindi, gli anticorpi diretti contro il virus sarebbero in grado di attaccare anche le cellule che ricoprono le arterie e di distruggerle.
Questo lavoro di ricerca potrebbe aprire nuove prospettive terapeutiche e di prevenzione sulla malattia, oltre a contribuire alla sua comprensione.



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