(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) ciò avviene via e-mail.
I ricercatori hanno così scoperto che ricevere un messaggio inviato da un superiore provoca un balzo della pressione.
Dalla ricerca è emerso che cuore e salute sono maggiormente a rischio in ufficio se si ricevono e-mail ritenute ingiuste dai superiori in quanto esse fanno impennare la pressione sanguigna e il livello di stress.
Aumento che invece non si verificava, durante lo studio, se l'e-mail arrivava da un collega di pari grado. L'aumento dei valori era sensibilmente piu' alto se il messaggio ricevuto dal "boss" era di rimprovero, inquisitorio o scritto in maniera 'aggressiva'. Improvvise impennate della pressione e lo stress correlato possono scatenare, a lungo termine, seri problemi di salute. ''Per questo motivo - spiegano alla Bbc on line gli esperti inglesi - questo mezzo di comunicazione non dovrebbe mai essere usato per motivi disciplinari. Molto spesso, invece, si ricorre alle e-mail addirittura per licenziare. I capi usano la posta elettronica come uno scudo perché non hanno il coraggio di dare la cattiva notizia in un incontro faccia a faccia''. ''Le e-mail in ufficio sono per molti una vera fonte di stress - spiega Howard Taylor, coordinatore dello studio - Ho conosciuto diverse persone terrorizzate dall'idea di dover aprire la posta elettronica dopo due settimane di vacanze''.
Considerando che sono molte le persone che ogni anno muoiono "inutilmente" perché non riescono a controllare la loro pressione sanguigna si può comprendere meglio quanto un evento, apparentemente normale come la lettura di un'e-mail, a lungo andare può costituire un rischio per il cuore.
La ricerca è stata condotta dagli psicologi del Buckinghamshire Chilterns University College, presentata al meeting della British Psychological Society in corso a Stratford-upon-Avon. I ricercatori britannici hanno arruolato 48 volontari sani e li hanno collegati ad un apparecchio per monitorare la pressione sanguigna durante le ore di lavoro.
Sono state sottoposte agli impiegati delle frasi fra le quali essi erano chiamati a scegliere quelle che meglio si addicevano al giudizio che in quel momento essi davano del loro superiore. Ad esempio:
"Il mio superiore incoraggia la discussione prima di prendere una decisione."
Oppure: "Sono trattato male dal mio superiore."
I ricercatori quindi hanno monitorato i livelli di pressione sanguigna rilevati ogni 30 minuti per 12 ore per tre giornate lavorative.
E' stata rilevata la pressione sanguigna sistolica che misura la forza che il sangue esercita sulle pareti delle arterie. La pressione diastolica è misurata invece mentre il cuore si distende per permettere che al sangue di fluire.
13 delle persone esaminate avevano due superiori, uno dei quali era percepito come meno "docile" rispetto all'altro.
Le altre 15 persone avevano un solo superiore, oppure due se si considera il modo in cui veniva da essi percepito il ruolo di uno di loro.
Nell'ambito di questo secondo gruppo è stato notato un aumento più lieve della pressione sanguigna nei momenti topici.
Nel primo gruppo invece la pressione sanguigna aumentava nel momento in cui gli impiegati avevano a che fare con il superiore più severo (o ingiusto).
La pressione sistolica era di circa 15 mm Hg, mentre la pressione diastolica era di circa 7 mm Hg.
Un aumento di 10 mm Hg della pressione sistolica e di 5 mm Hg di quella diastolica è associata ad un aumento del 16% del rischio di malattie coronariche e ad un aumento del 38% del rischio di attacco di cuore.
I ricercatori sostengono che i risultati della ricerca forniscono la prova che lavorare con dei superiori percepiti come ingiusti costituisce un'insidia per la salute ed il benessere.
Le malattie cardiovascolari potrebbero essere un problema meno frequente se ognuno potesse avere un rapporto sereno con il proprio superiore, ad esempio se egli ne prendesse in maggiore considerazione i punti di vista.
Secondo i ricercatori è ovvio che tutti è possibile che nell'ambito lavorativo ci siano delle situazioni che comportano stess psicologico e quindi dei picchi di pressione sanguigna. Il problema si pone però quando eventi di questo tipo si ripetono nel lungo termine e non sono occasionali. Bisognerebbe nei momenti più difficili fare un lungo respiro, contare fino a dieci ed affrontare il problema con la maggiore calma possibile senza lasciarsi sopraffare dall'emotività.
Nel Regno Unito circa 62.000 persone muoiono ogni anno perché non riescono a controllare la pressione sanguigna. Se nel Regno Unito tutti coloro che hanno la pressione alta avessero cercato di riportarla verso il livello ideale, un terzo degli eventi cardiovascolari non fatali e 120.000 di quelli fatali sarebbero stati evitati.
Secondo Graham MacGregor, presidente della Blood Pressure Association, "i rischi legati alla pressione alta sono stati notevolmente sottovalutati. Occorrerebbe uno sforzo comune del governo, dei professionisti del settore medico-sanitario e delle singole persone: si potrebbe fare davvero molto per salvare molte vite."


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