(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) che parla, senza mascherina, possono viaggiare rapidamente nella zona di respirazione di un'altra entro un minuto, anche a distanza di due metri", ha dichiarato alla testata dell'università Donghyun Rim, tra gli autori dello studio e Professore Associato di ingegneria architettonica. Un fenomeno reso ancora più probabile negli ambienti dove c’è scarsa aerazione.
Bisogna pertanto studiare nuove strategie per il contenimento delle infezioni nei luoghi chiusi. Per questo si stanno analizzando due nuovi sistemi di aerazione, a dislocamento e a flusso misto.
Nel primo, installato in molte case residenziali, l'aria fresca viene immessa a livello del pavimento e trasportata con la calda verso l'alto, spingendo quella vecchia verso una presa vicino al soffitto. Nella ventilazione a flusso misto l'aria, incorporata dall'esterno, viene iniettata verso l'alto a una velocità maggiore. Ma, a sorpresa, è emerso che i locali con sistemi a dislocamento causano una distanza di trasmissione maggiore e un'esposizione più elevata agli aerosol virali: 7 volte.
Tuttavia Rim tende a scongiurare inutili allarmismi: "Negli ambienti residenziali i ventilatori meccanici e i depuratori d'aria autonomi possono aiutare a ridurre la probabilità di infezione".
Il dato evidenzia comunque la necessità di studi più approfonditi. Ciò che si sa, al momento, è che 2 metri di distanza non sono sufficienti per ritenersi protetti dal rischio di infezione da nuovo coronavirus.

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23/09/2021 Andrea Sperelli


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