(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) con un’età compresa fra 70 e 95 anni.
È emerso che "le varianti rare nei processi d’invecchiamento influiscono sulla durata della vita e costituiscono una parte dell’architettura della longevità umana", dichiara Zhang, aggiungendo che esiste "una correlazione tra varianti comuni e rare”, entrambe in grado di influenzare la longevità.
Alcune alterazioni rare sono risultate più frequenti negli anziani oltre i 100 anni. In particolare, gli ultracentenari mostrano varianti alle vie di segnalazione Wnt, processi di trasformazione delle proteine coinvolte nella formazione di malattie di origine genetica.
“La scoperta – secondo Zhang - potrebbe essere usata per sviluppare farmaci contro l’invecchiamento che riescano ad approcciare organicamente al fenomeno, senza trattare specifiche condizioni".

21/09/2021 Andrea Sperelli


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