(2° pagina) (Torna
alla 1° pagina..) dati standardizzati specifici per la malattia e identificato modelli di variabili cliniche e neuropsicologiche, basati sull’intelligenza artificiale, fondamentali per la previsione delle possibili traiettorie della patologia.
Lo studio si compone di due fasi. In un primo stadio, di osservazione retrospettiva, i ricercatori si sono concentrati sulla sistematizzazione dei dati dei pazienti già da tempo in carico al centro Parkinson, per ottenere una descrizione dettagliata e armonizzata del fenotipo clinico dei pazienti.
Lorenzo Gios, project manager del centro Digital Health & Wellbeing di Fondazione Bruno Kessler e di TrentinoSalute4.0, centro di competenza sulla sanità digitale, spiega: “La correlazione del fenotipo clinico con la successiva progressione dei sintomi, così come la mappatura dell’insorgenza precoce di sintomi specifici, può svolgere un ruolo centrale per la previsione del rischio, la personalizzazione del trattamento e la pianificazione delle strategie preventive appropriate. Fornire al clinico e al paziente, attraverso questa ricerca, un’ulteriore chiave di lettura dei fattori scatenanti e di aggravamento della patologia e aiutare a prevenire la traiettoria della malattia, spesso lunga e complessa, è per noi un primo importante traguardo. Allo stesso modo, aiutare il personale sanitario nella gestione di un così alto numero di pazienti e rimandarne il più possibile il peggioramento significa fare la nostra parte nel rendere più sostenibile il sistema sanitario nel lungo periodo, soprattutto nei casi di cronicità”.
In una seconda fase prospettica, il gruppo di ricerca raccoglierà le stesse variabili dello studio retrospettivo in pazienti di nuova diagnosi, arruolati negli stessi centri.
Maria Chiara Malaguti, dirigente medico dell’Unità operativa di Neurologia presso l’ospedale Santa Chiara di Trento e coordinatore della rete clinica Parkinson presso APSS, sottolinea: “Una volta sviluppati e validati, questi modelli daranno un grande supporto allo sviluppo delle conoscenze per migliorare la prevenzione, la diagnosi e il trattamento di queste malattie. Per noi clinici significa imparare a gestire la cronicità con un paradigma nuovo, un modello di gestione che ci permetta di conoscere meglio i nostri pazienti e personalizzare le terapie”.
Questo studio si inserisce in NeuroArtP3, un ampio progetto del Ministero della salute nato nel 2020 con l’obiettivo di migliorare la gestione delle malattie del sistema nervoso centrale come Alzheimer, Parkinson, SLA, sclerosi multipla e tumori cerebrali, sfruttando la grande quantità di dati clinici a disposizione dei centri partecipanti. Con un budget complessivo di circa 2 milioni e 400mila euro, il progetto NeuroArtP3 è co-finanziato dal Ministero della Salute e dalle Regioni dei centri partner (Liguria, Lombardia, Toscana e Provincia autonoma di Trento).
Tra gli enti coinvolti, oltre alla Neurologia di APSS diretta dal prof. Bruno Giometto, referente scientifico del progetto per Trento, anche l’Istituto Giannina Gaslini di Genova, l’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano e la Fondazione Don Gnocchi di Firenze.
Notizie specifiche su:
cadute,
Parkinson,
algoritmo,
04/02/2025 Andrea Sperelli
|
Puoi
fare una domanda agli specialisti del forum
e iscriverti alla newsletter,
riceverai le notizie più importanti. |
Due studi propongono nuovi approcci per la malattia
Le PM10 associate a un rischio di insorgenza maggiore
Il test è basato sull’Rna
Miglioramenti significativi nelle funzioni motorie
Coinvolta la proteina sinucleina
Prevede il rischio di cadute e l’andamento della malattia
Individuati i meccanismi della rigidità muscolare
Gli effetti neuroprotettivi della sostanza
Si apre la possibilità di trattamenti personalizzati
Parte la sperimentazione di fase I
Messo a punto da ricercatori italiani e americani
Confermato il nesso fra inquinamento atmosferico e malattia neurodegenerativa
I problemi gastrointestinali sono più comuni per i malati di Parkinson
Coinvolta la mutazione del gene RAB32
I sintomi della malattia impattano sulla qualità del sonno
Possibile individuare la malattia 7 anni prima
Bradicinesia, rigidità e tremore hanno dinamiche neuronali diverse
Progressione più lenta dei segni motori nei pazienti che lo assumono
È un antidiabetico simile alla semaglutide