(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) della vescica urinaria, è detto neoplasia “invasiva” della vescica urinaria.
No. di nuovi casi per anno: USA & Canada: 49,500 Europa: 109,021 Italia: 14,400 Giappone: 10,902
I dati derivano da una valutazione del World Health Organization (WHO)

Sintomi della malattia

I sintomi del tumore vescicale, non necessariamente manifestati, in genere comprendono:
• Presenza di sangue nelle urine (ematuria); il passaggio di urina con presenza di sangue di solito non causa dolori
• Tracce di sangue nelle analisi dell’urina
• Urgenza (incapacità di rimandare la minzione) e frequenza (minzione frequente)
• Disagio nell’urinare

Tali sintomi possono comparire anche in caso di altre malattie non maligne: infezione delle vie urinarie, calcoli della vescica urinaria, neoplasia benigna e altre. Solo un medico può interpretare i sintomi; pertanto l’apparizione di uno dei sintomi descritti richiede un esame da parte del medico.

Diagnostica, per la definizione dello stadio patologico e grado patologico della malattia

Al fine di individuare l’origine dei sintomi, il medico raccoglie dati generali riguardanti lo stato di salute del paziente ed esegue una visita. In seguito, il medico può ricorrere all’uso di uno strumento che gli permette di vedere direttamente all’interno della vescica urinaria. Questo esame si chiama cistoscopia. Nel corso di questo esame è possibile prelevare campioni di tessuto della parete vescicale (biopsia), tessuti che verranno esaminati al microscopio. Qualora durante l’esecuzione della cistoscopia si arrivi a sospettare la presenza di un tumore, di norma si deciderà per la sua rimozione chirurgica, con una procedura detta Resezione Transureterale (Transurethral Resection-TURBT). Di norma il campione di tessuto serve per classificare il tumore (grado) e per stabilire a quale profondità essa abbia intaccato la parete vescicale (stadio). Il medico potrà richiedere ulteriori esami: esami di “immagini” quali TAC, Risonanza Magnetica (MRI) ed ecografie, esami radiologici del tratto urinario (IVP) e altri.

Preparazione al trattamento

Una volta informati della loro malattia, numerosi pazienti desiderano essere resi partecipi delle decisioni sulla terapia da affrontare. Sono moltissime le informazioni disponibili sul tumore vescicale e sulle scelte terapeutiche. Si consiglia di parlarne con il personale medico e di richiedere queste informazioni. Ansia e tensione sono comprensibili in una situazione del genere e l’aiuto da parte dei famigliari è di grande importanza. Prima di presentarsi alla visita specialistica, si raccomanda di preparare un elenco scritto di tutte le domande che stanno a cuore e di farsi accompagnare da un famigliare.

2 Terapia



Un sistema per il trattamento del tumore superficiale della vescica associa la chemioterapia locale ad ipertermia vescicale. Tale trattamento ha mostrato in un elevato numero di casi un alto tasso di risposta positiva sia nella eradicazione delle neoplasie che nella prevenzione delle recidive. Si tratta di una terapia ambulatoriale minimamente invasiva condotta mediante uno speciale catetere transuretrale e citoscopio operatore in anestesia locale.
Il sistema è attualmente in uso presso i principali centri di riferimento in Germania, Italia, Israele, Belgio, Austria, Olanda, Francia e Svizzera. I centri in Italia sono:

Prof. Barbieri, Urology Dep. Ascoli Piceno
Prof. Conti, Urology Dep. Sant'Anna Hospital, Como
Prof. De Cobelli, Urology Dep. European Institute of Oncology, Milano
Prof. Maffezzini, Urology Dep. Galliera Hospital, Genova
Prof. Montanari, Urology Dep. San Paolo Hospital, Milano
Prof. Pavone, University Policlinic Hospital, Palermo
Prof. Pino, Urology Dep. Treviglio Hospital, Treviglio
Prof. Rigatti, Dr.Colombo, HSR Hospital, Milano
Prof. Rocco, Urology Dep. Maggiore Hospital, Milano


Il trattamento del tumore vescicale superficiale prevede due fasi principali:
i. Un trattamento detto TURBT, che prevede la rimozione chirurgica di tutta la neoplasia (o neoplasie) (eseguito in anestesia parziale/generale). Esso è eseguito attraverso l’uretra, senza richiedere apertura della cavità addominale. Se si tratta di un piccolo tumore recidivo, è possible bruciarne le radici usando il laser durante l’esecuzione della cistoscopia (TUF). In casi estremi di presenza di numerosi tumori superficiali, il medico è costretto ad eseguire più TURBT consecutive oppure una vasta e accurata operazione chirurgica con parziale o completa (radicale) rimozione della vescica urinaria. In caso di penetrazione del tumore nel tessuto muscolare (neoplasia “invasiva”), è necessario procedere alla rimozione totale della vescica con creazione di una via alternativa per il drenaggio delle urine.
ii. Una volta accertato il tipo di tumore e una volta valutate le probabilità che esso si ripresenti, di solito si attua una terapia volta a impedirne la riformazione, terapia che consiste nell’instillazione (“flushing”) intravescicale usando varie sostanze chimiche o biologicamente attive. L’instillazione con sostanze chemioterapiche ha lo scopo di distruggere le cellule neoplastiche che non sono state rimosse durante l’intervento chirurgico o quelle che mostrano un alto potenziale neoplastico. Le sostanze biologiche d’instillazione, come il BCG (bacilli tubercolari attenuati o morti) hanno lo scopo di creare, nella parete della vescica urinaria, una risposta immunitaria che porta alla distruzione delle cellule neoplastiche. Il medico raccomanda il tipo di trattamento o la combinazione di trattamenti basandosi sui dati riguardanti il tumore e le condizioni del paziente. Qualora vi siano più scelte terapeutiche disponibili, la decisione su quale scegliere sarà presa da medico e paziente insieme. Nonostante le terapie comunemente usate, rimane alta la percentuale di recidiva del tumore o di progressione dello stesso in pazienti a medioalto rischio. La tecnologia abbina il riscaldamento locale della parete della vescica urinaria (ipertermia) all’instillazione simultanea nella vescica stessa con una sostanza chemioterapica. Il riscaldamento e l’instillazione sono effettuati mediante un catetere inserito nella vescica urinaria attraverso l’uretra.

Il catetere svolge tre funzioni principali:

1. Riscaldamento uniforme della parete della vescica mediante una piccola antenna che emette radiazioni su frequenza radio (radiazioni microonde).
2. Monitoraggio della temperatura mediante termocoppie sensibili in vari punti della parete della vescica.
3. Circolazione del farmaco chemioterapico alla/dalla vescica.

3 Tutti i dati sono elaborati e monitorati dal computer, assicurando che la temperatura della vescica rimanga costante e stabile nel corso del trattamento.
La tecnologia è stata approvata dale Autorità per gli Standard Europei (CE) ed è in via di approvazione da parte della Food and Drug Administration (FDA) negli USA. É stata installata in centri medici importanti del mondo (in Italia, Germania, Francia, Austria, Israele e Paesi Bassi). Sono stati curati centinaia di pazienti con risultati molto rilevanti. Confrontando questi risultati a quelli ottenibili con le terapie comunemente usate fino a oggi, il trattamento con ha portato a un calo nelle recidive neoplastiche post-operatorie (un calo delle recidive dal 58% al 17% in un monitoraggio di due anni e dal 65% al 26% in un monitoraggio stimato di cinque anni).
Sono due gli approcci terapeutici con:

i.Cura preventiva per le recidive del tumore (terapia preventiva).
Per pazienti che sono stati sottoposti a resezione del tumore tramite intervento chirurgico (TURBT) o con laser (TUF); questa terapia offer un’alternativa all’instillazione con chemioterapico nella vescica urinaria (senza riscaldamento) o alle terapie biologicamente attive (immunologiche) comunemente usate attualmente.
Risultati - Trattamento profilattico (2 year follow-up)
ii.Cura per la distruzione del tumore (terapia ablativa).
Per pazienti affetti da tumore esteso o da vaste aree neoplastiche nella vescica urinaria (in quanto difficili da rimuovere con un singolo intervento chirurgico) e per pazienti con recidività neoplastiche frequenti. È indicato inoltre per quei pazienti le cui condizioni non consentono di operare con anestesia.

Risultati del - Trattamento ablativo
* Risposta parziale che ha permesso la rimozione del tumore in una singola operazione

4. In entrambi gli approcci terapeutici, il paziente è sottoposto a sessioni di terapia della durata di un’ora, prima a frequenza settimanale e in seguito a frequenza mensile, negli ambulatori per pazienti esterni dell’ospedale. Dopo ogni trattamento, il paziente può tornare alle sue normali attività.
La sicurezza dell’uso della tecnologia è stata testata e dimostrata in numerosi studi clinici. Gli effetti secondari causati dalla terapia sono di norma lievi e transitori (dolore locale, sensazione di bruciore nell’urinare, urgenza e frequenza di orinazione) e spariscono per lo più entro 48-72 ore dalla somministrazione e non costituiscono motivo di allarme per la salute del paziente.

Monitoraggio follow up del paziente

Al termine di qualsiasi terapia per il trattamento del tumore vescicale, il paziente continua ad essere sottoposto a un assiduo monitoraggio medico: sono necessarie cistoscopie di routine e altri esami. Ciò è indispensabile per individuare al più presto possibile eventuali recidive neoplastiche. Inizialmente le visite avvengono a intervalli brevi (ogni tre mesi); poi vengono diradate a discrezione del medico curante.
Queste visite di controllo sono estremamente importanti e il paziente dovrebbe fare in modo di attenersi il più possibile al calendario di visite di controllo raccomandato dal medico.


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