(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) dall’Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori di Milano, l’utilizzo del progesterone naturale, nella cura dei disturbi della menopausa, non aumenta in alcun modo il rischio di cancro al seno, mentre conferma invece un significativo aumento di rischio per chi utilizza terapie a base di progestinici di sintesi, anche per breve tempo. Una serie di studi, pubblicati negli anni scorsi ed eseguiti negli Stati Uniti o nei Paesi nordeuropei, hanno evidenziato un aumento del rischio di cancro mammario con l’impiego delle terapie ormonali sostitutive (TOS), soprattutto quando all'estrogeno venga aggiunto un progestinico.
Questi risultati, spesso pubblicizzati in modo da comportare allarmi superiori al dovuto, hanno determinato viva apprensione tra le donne.
In realtà tutti questi studi si riferivano all’utilizzo di farmaci progestinici che non sono progesterone naturale, bensì molecole di sintesi che hanno anche altri effetti, in particolare effetti androgenici, e il rischio è tanto maggiore quanto maggiore è l'azione androgenica.
Dalla nuova ricerca in prossima pubblicazione, è emerso invece che, contrariamente ai progestinici di sintesi, l'impiego del progesterone naturale non comporta alcun aumento del rischio di sviluppare il cancro mammario. In sostanza, da oggi, per le donne che ne hanno veramente bisogno, esiste la possibilità di scegliere una molecola che, secondo lo studio E3N/EPIC, non aumenta il rischio di cancro al seno. * http://www3.interscience.wiley.com/cgi-bin/abstract/109795649/ABSTRACT



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