(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) attacchi di panico.
In verità da un punto di vista organico, dopo il parto esistono modificazioni biologiche ormonali di un certo rilievo che influenzano non poco il tono dell’umore delle donne, che, se da una parte rappresenta la dimensione psicologica che in tutte le puerpere subisce un calo, dall’altro ciascuna mamma lo vive in modo differente. La distinzione è d’obbligo poiché le decisioni terapeutiche possono e devono essere differenti. Conoscere la persona è l’imperativo categorico cui ciascun medico dovrebbe attenersi.
Per questo l’auspicio è quello che siano approntati più centri specializzati all’individuazione e la cura di questo disturbo psichiatrico. In un anno circa 80.000 donne (il 16% circa) che partoriscono in Italia vanno incontro a disturbi di natura psichica, L’Osservatorio Nazionale sulla Salute della Donna ha di recente pubblicato le Linee guida italiane per la gestione della depressione post partum: “In altri Paesi esistono già strumenti simili — spiega uno degli autori del documento (concluso dopo 8 anni di lavori), Claudio Mencacci, direttore del Dipartimento di neuroscienze dell'Azienda ospedaliera Fatebenefratelli di Milano —. “Le Linee guida sono rivolte a ginecologi, neonatologi, pediatri e medici di famiglia per aiutarli a identificare i fattori di rischio e i sintomi più importanti della depressione perinatale (ad esempio, il pensiero ossessivo di fare del male al bimbo) per offrire alle mamme un primo aiuto”. “C'è molto da fare: occorrerebbe anche una seria politica di sostegno alla maternità, giacché, ad esempio, un terzo delle donne abbandona il lavoro dopo la nascita di un figlio e sui congedi di paternità, l'Italia è assai indietro rispetto al resto d'Europa. Le difficoltà sul lavoro rendono le madri ancora più vulnerabili ai disturbi dell'umore: tutelare maggiormente l'impiego delle donne sarebbe un importante strumento di prevenzione” termina Francesca Merzagora, presidente dell’Osservatorio “Le mamme si vergognano, perché tutti si aspettano di vederle felici e invece non lo sono. Per i nove mesi della gravidanza e dopo la nascita, l’attenzione è sempre concentrata sul bimbo, invece si dovrebbe pensare di più anche al benessere della madre”.
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09/12/2011 dr.ssa Anna Saito

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