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alla 1° pagina..) come alemtuzumab, cladribina, daclizumab, fingolimod, mitoxantrone, natalizumab, ocrelizumab, rituximab o il trapianto autologo di cellule staminali ematopoietiche riducono significativamente il rischio di peggioramento della disabilità attraverso tutti gli stati considerati.
L’effetto era particolarmente evidente quando la terapia ha avuto inizio nello stato di minima disabilità. “I pazienti trattati con terapie modificanti la malattia ad alta efficacia durante le fasi iniziali della malattia hanno tratto i maggiori benefici rispetto ai pazienti non trattati”, spiega Sharmin. “Sulla base dei nostri risultati, è importante che i pazienti con sclerosi multipla a esordio pediatrico siano trattati nelle prime fasi del decorso della malattia, quando la disabilità è ancora minima, per preservare le capacità neurologiche prima che vengano danneggiate”.
Fonte: Lancet Child & Adolescent Health 2024. Doi: 10.1016/S2352-4642(24)00047-6
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18/04/2024 Andrea Piccoli
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