(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) essere preceduta da sintomi visivi chiamati aura (annebbiamenti della vista, comparsa di lampi colorati) e accompagnata da nausea, vomito, insofferenza alla luce (fotofobia) e ai suoni (fonofobia). Il mal di testa di tipo "emicranico" quasi sempre peggiora con l'attività fisica, anche lieve, come ad esempio camminare. Si è scoperto che l'emicrania colpisce maggiormente le persone particolarmente intelligenti il cui cervello è completamente formato, sviluppato ed usato.
La cefalea tensiva È un mal di testa che sorge lentamente e provoca un dolore oppressivo, a "casco", che coinvolge tutta la testa. Questo a volte è accompagnato da nausea. Rispetto all'emicrania, l'intensità del dolore è minore. La cefalea tensiva può essere episodica o cronica, se il dolore è presente per più di 180 giorni all'anno o 15 al mese.
La cefalea a grappolo. Caratterizzata da un dolore intenso, simile a un coltello piantato dietro l'occhio, che penetra fino al cervello. Colpisce prevalentemente gli uomini e interessa un solo lato del capo. Il dolore può essere associato ad un arrossamento di un occhio, con lacrimazione e congestione nasale. Le crisi possono durare dai 15 ai 180 minuti, susseguirsi più volte al giorno e per periodi di 30-40 giorni consecutivi. Le rare donne che soffrono di cefalea a grappolo (chiamata anche la cefalea del suicidio) dichiarano che l'intensità del dolore è superiore a quella del parto.
Cefalee secondarie
Sono il sintomo di una malattia in atto e la loro frequenza si aggira intorno al 15-20% di tutti i casi di cefalea persistente. Diagnosticarle con precisione è indispensabile poiché migliorano o guariscono soltanto se viene individuata e rimossa la malattia di cui sono la manifestazione. Tra le malattie in grado di scatenare la cefalea ci sono l'ipertensione arteriosa, l'insufficienza epatica, renale o polmonare, le anemie, le intossicazioni acute o croniche, le malattie delle ossa e delle articolazioni, le malattie del cranio e del collo, le malattie degli occhi (come il glaucoma o lo strabismo) e del naso (le sinusiti), le malattie della bocca e dei denti (specie la carie), delle orecchie (le otiti) e le difficoltà digestive. Sempre più frequente è la cefalea da abuso di analgesici.
Cos’è l’emicrania
L'emicrania è una delle forme più comuni di mal di testa: si manifesta in circa il 12% della popolazione mondiale. Si distinguono 2 tipi di emicrania: senza aura (85% dei casi) e con aura (10-15% dei casi).
L'emicrania senza aura
·Chi colpisce: le donne più degli uomini (3:1)
·Età: solitamente tra i 10/12 anni ed i 50/60 anni
·Sede: unilaterale (in alcuni casi può essere diffusa)
·Tipo di dolore: pulsante
·Intensità: moderata o severa
·Durata: da 4 ore a 3 giorni (senza assumere analgesici)
·Orario di comparsa: spesso compare al risveglio
·Frequenza: variabile da qualche episodio all'anno a quasi quotidiana (emicrania cronicizzata). Nella maggior parte dei casi è presente da 1 a 4 volte al mese
·Fenomeni associati: nausea, vomito, fastidio per luci e suoni, pallore
·Fattori scatenanti: mestruazioni, ovulazione, stress, alcool, eccesso o difetto di sonno, cibi particolari, pasti abbondanti o digiuno
·Fattori allevianti: isolarsi al buio, in silenzio
·Fattori aggravanti: compiere sforzi fisici
·Prodromi (campanello di allarme dell'arrivo dell'attacco): a volte il paziente si accorge già nelle ore o nella giornata precedenti del possibile arrivo dell'attacco per la comparsa di sintomi aspecifici come sonnolenza, irritabilità, depressione, sete, aumento dell'appetito per i dolci, ecc.
·Risposta ai normali analgesici: di solito scarsa o assenti
L'emicrania con aura
Presenta i sintomi dell'emicrania senza aura (vedi sopra) ma è preceduta da sintomi transitori ( aura ) rappresentati da disturbi visivi (annebbiamento della vista, zig-zag luminosi, scomparsa di parte del campo visivo), disturbi della sensibilità (addormentamento o formicolio di un braccio e/o di metà del viso), disturbi della parola (incapacità a trovare i vocaboli per esprimersi) che durano da un minimo di 5 ad un massimo di 60 minuti e sono seguiti poi, alla loro scomparsa, dal dolore emicranico. In realtà in alcuni casi il dolore che segue all'aura può non essere di tipo emicranico ma piuttosto come un peso o un cerchio alla testa, oppure mancare del tutto. Esistono inoltre soggetti affetti tanto da emicrania senza aura che da emicrania con aura.
Le cause dell’emicrania
Le cause dell'emicrania non sono ancora del tutto chiare e diverse ipotesi circa la sua origine sono tuttora allo studio. Classicamente l’emicrania è considerata un disturbo di origine vascolare caratterizzato da una dilatazione dei vasi sanguigni che può causare la sensazione di male alla testa. Negli attacchi di emicrania con aura si verifica una costrizione dei vasi arteriosi con conseguente riduzione nell'apporto di sangue in particolari aree cerebrali. Questa fase corrisponde all'aura emicranica alla quale poi segue comunque la fase di dilatazione dei vasi sanguigni che può causare la sensazione di male alla testa.
Questa teoria vascolare è oggi sostanzialmente abbandonata. Secondo una delle teorie più accreditate dai ricercatori circa l'origine dell'emicrania, i soggetti che ne soffrono avrebbero un sistema nervoso più vulnerabile nei confronti dei repentini cambiamenti (sia interni all'organismo, che ambientali) rispetto a quelli che non soffrono di mal di testa emicranico. Durante l'attacco di emicrania, cambiamenti nell'attività del cervello provocherebbero un'infiammazione intorno ai vasi sanguigni con irritazione di alcuni terminali nervosi. Secondo l'ipotesi neurogena, l'emicrania sarebbe causata in primo luogo da alterazioni di tipo nervoso di cui gli scompensi vascolari sarebbero una conseguenza.
Nonostante esistano diverse possibili cause scatenanti e il meccanismo causale dell'emicrania non sia ancora del tutto chiaro, ciò che provoca l'insorgenza del dolore durante un attacco sembra essere una momentanea liberazione di sostanze algogene nella circolazione sanguigna cerebrale. Ricerche ancora in corso stanno valutando l'importanza di fattori ereditari e genetici nell'origine delle cefalee primarie e in particolare dell'emicrania. Sono stati, invece, chiaramente identificati numerosi fattori scatenanti responsabili dell'insorgere degli attacchi. In particolare nelle donne giocano un ruolo spesso fondamentale le variazioni ormonali che si verificano in corrispondenza del ciclo mestruale, della menopausa o in seguito all'uso di contraccettivi orali. Si calcola che circa il 60% degli attacchi di emicrania femminili siano indotti da variazioni ormonali.
Fattori scatenanti e sintomi
La conoscenza dei fattori scatenanti è di fondamentale importanza affinché sia la cura sia la prevenzione dell'emicrania risultino efficaci. Riuscire a mettere in relazione un determinato evento con il verificarsi di una crisi emicranica, infatti, permette di imparare a evitare o correggere eventuali comportamenti sconvenienti. Agire sui fattori scatenanti, quando possibile, è un primo gradino della terapia dell'emicrania che può dare qualche risultato. Ma attenzione! Non confondiamo gli eventi scatenanti con le cause dell'emicrania. Gli eventi scatenanti sono solo quelle circostanze che favoriscono l'insorgenza dell'attacco nei soggetti predisposti. Inoltre, anche seguendo le più rigorose norme di igiene di vita in molti pazienti le crisi si manifesterebbero ugualmente con caratteristiche invariate
Fattori scatenanti
Lo stress - sia emotivo, sia fisico - rappresenta uno dei più importanti fattori scatenanti per l'emicrania. In questo caso, a differenza di quanto si verifica per la cefalea tensiva, gli attacchi di mal di testa si manifestano quando la situazione stressante che li ha provocati è ormai terminata. Anche il cibo può essere un fattore scatenante. Abitudini alimentari scorrette, infatti, possono favorire gli attacchi di emicrania. Bere troppo vino, mangiare troppo cioccolato, rimpinzarsi di insaccati o di formaggi stagionati, sgranocchiare frutta secca sono tutti "peccati di gola" che possono indurre crisi emicraniche nei soggetti predisposti. Possono scatenare l’emicrania anche alcuni fattori ambientali come le variazioni climatiche, l'altitudine, l'eccessiva esposizione al sole e l'inquinamento. Odori e rumori giocano anch’essi un ruolo importante. Un profumo troppo intenso o un rumore assordante possono funzionare da fattori scatenanti nelle persone predisposte. Infine Infine, nelle donne emicraniche le variazioni ormonali in occasione delle mestruazioni sono un importantissimo fattore scatenante per gli attacchi.
Sintomi
Gli attacchi di emicrania sono a volte preannunciati da una serie di disturbi premonitori (sintomi prodromici) che si presentano nelle ore che precedono la crisi: irritabilità, stanchezza, sonnolenza, tendenza a cambiare umore, desiderio di alcuni specifici cibi quali i dolci. Inoltre, nel caso dell'emicrania con aura, prima dell'arrivo del dolore il paziente presenta un "avvertimento" di breve durata (massimo 1 ora) che prende appunto il nome di aura e può presentarsi sotto forma di disturbi visivi (offuscamento o perdita di parte del campo visivo, zig-zag luminosi), alterazioni della sensibilità (formicolii alla mano o al labbro) o del linguaggio (incapacità a trovare le parole). Una volta scomparsa l'aura arriva il mal di testa. Il dolore emicranico è tipico: è intenso e pulsante, riguarda di solito una metà della testa, non scompare con i normali analgesici, dura varie ore e peggiora svolgendo attività fisica. Ma soprattutto si associa a sintomi tipici (sintomi di accompagnamento) quali la nausea o il vomito o fastidio per la luce, rumori o odori. Infine quando l'attacco se ne va, il paziente può avvertire bisogno di urinare, prostrazione o, al contrario, euforia.
Che cosa fare
La prima cosa da fare di fronte ad un mal di testa è l'evitare il "fai da te". Ogni mal di testa deve avere un suo nome preciso (e cioè una diagnosi) prima di essere curato. Questo perché le terapie farmacologiche sono diverse da un mal di testa ad un altro. Quindi il consiglio è semplice: bisogna studiare bene il proprio dolore di testa (vedi le sezioni che seguono); rivolgersi al proprio medico o ad un neurologo. La prima prevenzione per chi soffre di emicrania è sapersi ascoltare riconoscendo, ad esempio, lo stile di vita e le circostanze che favoriscono la comparsa o il peggioramento del mal di testa. E’ utile tenere una sorta di "diario del mal di testa" dove annotare i sintomi avvertiti più di frequente prima o durante le crisi emicraniche ricorrenti. Il diario serve a chi soffre di cefalea per identificare, e quindi tenere sotto controllo, i fattori scatenanti l'attacco, oltre che per imparare a non trascurare o sottovalutare anche i sintomi più banali che possono essere un campanello d’allarme per l’arrivo delle fasi acute. Documentare i sintomi permette, inoltre, di monitorare l'andamento del proprio mal di testa nel tempo e di verificare l'efficacia dell'approccio terapeutico intrapreso. Perché risulti efficace, è però necessario redigerlo per un tempo minimo di circa tre mesi. Il “diario del mal di testa” è utile anche al medico come strumento diagnostico per ricostruire la storia clinica del paziente, chiarire la natura della cefalea e individuare la cura migliore.
Il diario del mal di testa
Le informazioni essenziali che devono comparire nel diario sono:
1) le caratteristiche del dolore
- la sede (unilaterale, bilaterale, diffusa, ecc.)
- l'intensità (lieve, moderata, forte)
- la frequenza (n° di attacchi al giorno o al mese)
la durata l'orario di insorgenza
2.I fenomeni associati al dolore : nausea, vomito, fastidio per le luci ed i suoni, pallore, ecc.
3.I farmaci assunti : nome dei farmaci e i risultati ottenuti
4.I fattori scatenanti:
- alimentari: cioccolato, alcool, formaggi stagionati, ecc.
- fisici: sforzi fisici, posture anomale
- emotivi: stress, ansia, depressione
- ambientali: odori, rumori, luci intense, ecc.
-meteorologici: variazioni di clima, temperatura o altitudine
- ormonali: mestruazioni, ovulazione, pillola, gravidanza, allattamento



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