(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) (Imaging Dementia - Evidence for Amyloid Scanning), che aveva arruolato
beneficiari Medicare il cui lieve deterioramento cognitivo o demenza erano stati diagnosticati dopo una valutazione completa.
I dati dell’Agenzia per la protezione ambientale – con misurazioni dell’ozono a livello del suolo e PM2.5 – sono serviti da base per la valutazione del grado di inquinamento atmosferico.
«L'esposizione quotidiana al PM2,5, anche a livelli considerati normali, contribuirebbe a indurre una risposta infiammatoria cronica che nel tempo potrebbe influire sulla salute cerebrale in diversi modi, incluso l'accumulo di amiloide», afferma Rabinovici.
«Lo studio va a integrare precedenti ricerche su larga scala che collegano l'inquinamento alla demenza e al morbo di Parkinson, aggiungendo nuovi risultati ottenuti su una coorte di anziani con lieve deterioramento cognitivo utilizzando le placche amiloidi come biomarcatore di malattia», commenta Rabinovici.
Altri studi in passato hanno associato l’inquinamento a effetti negativi sullo sviluppo cognitivo, comportamentale e psicomotorio anche dei bambini.
Secondo un altro studio pubblicato su Translational Psychiatry, l'esposizione al particolato fine e le interazioni di quest'ultimo con gli alleli del gene che codifica per l'apolipoproteina E (Apo E) contribuiscono ad accelerare l'invecchiamento cerebrale e favoriscono l'insorgenza dell'Alzheimer.
La ricerca, coordinata da Jiu-Chiuan Chen della University of Southern California, ha esaminato gli effetti neurodegenerativi dell'inquinamento.
«Al trial hanno preso parte oltre 3.600 donne anziane, tutte sane all'inizio del follow-up», esordisce il ricercatore.
Per particolato fine si intendono le particelle di diametro aerodinamico inferiore o uguale a 2,5 microm, definite in maniera sintetica PM2,5. Questo tipo di emissione è in grado di penetrare in profondità nelle vie respiratorie, costituendo pertanto un pericolo molto grave per la salute umana.
«Da studi precedenti emerge una correlazione tra esposizione al PM2,5 e aumentato rischio di deficit cognitivi negli anziani», scrivono gli autori. Lo studio ha messo a confronto i livelli di inquinamento delle zone di residenza dei partecipanti allo studio, scoprendo che l'esposizione a quantitativi di PM2,5 superiori a quelli decisi dalle autorità sanitarie si associa a un aumento di rischio del morbo di Alzheimer.
«Secondo le nostre stime, se questi dati fossero confermati da ulteriori studi sulla popolazione generale, significherebbe che l'inquinamento atmosferico potrebbe essere responsabile di un caso su cinque di morbo di Alzheimer», conclude Chen.
Anche uno studio pubblicato su BMC Geriatrics afferma che il particolato fine e le altre sostanze che fuoriescono dai tubi di scarico dei veicoli sono alla base di molti casi di Alzheimer. La metanalisi prodotta dai ricercatori della University of Edinburgh ha segnalato anche un altro possibile fattore di rischio, ovvero la carenza di vitamina D.
Gli scienziati hanno analizzato i dati di 60 studi precedenti, trovando un legame significativo fra l'insorgenza della malattia e l'inquinamento atmosferico. Il legame era più debole, anche se presente, con la presenza di linee elettriche vicino alla propria abitazione, e con fumo passivo ed esposizione ai pesticidi.
Anche tra le cause possibili del Parkinson, provocato da un accumulo di proteine nel cervello e dal conseguente deficit del neurotrasmettitore dopamina, vi sarebbero gli inquinanti ambientali.
Fabrizio Stocchi, direttore del Centro Parkinson e disturbi del movimento dell'Ircss San Raffaele di Roma, spiega: «Nella metà dei casi la malattia insorge tra i 40 e i 58 anni, nel 25 per cento dei casi fa la sua comparsa tra i 20 e i 40 anni e solo nel restante 25 per cento i primi sintomi si manifestano dopo i 60 anni. È probabile che alcuni fattori ambientali, fra cui diversi inquinanti anche naturali, ai quali oggi rispetto al passato si è più esposti durante la propria vita, possano giocare un ruolo importante».

Leggi altre informazioni
21/12/2020 Andrea Sperelli


Puoi fare una domanda agli specialisti del forum e iscriverti alla newsletter, riceverai ogni 15 giorni le notizie più importanti.

Keywords |

Sondaggi Nei preliminari sessuali non bisogna tralasciare...
Che cosa? Vota | Risultati

Tutti i SONDAGGI di ItaliaSalute.it

Italia Salute sempre con te

Abbonati ai Feed Rss Aggiungi a IGoogle Aggiornamenti 
              sulla salute, sulla medicina, promozioni La Pubblicità su Italia Salute

Le informazioni di medicina e salute non sostituiscono l'intervento del medico curante