(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) il 2% degli alunni i compitti rifiuta di svolgerli, la maggior parte li esegue durante tutta l'estate, mentre molti altri li fanno a luglio quando le famiglie sono ancora in città.
"I compiti, in questo modo, vengono identificati con una forma di passatempo. Si rischia pertanto di incrementare lo stress dei ragazzi", sottolinea il pediatra.
In queste condizioni l'apprendimento è scarso, assicura, mentre lo stress diventa notevole. "Ricordo poi - continua Farnetani - che le alte temperature sono un'insidia per l'organismo, che può associarsi allo stress dovuto all'applicazione allo studio. Non facciamoci illudere dall'aspetto piacevole, spesso colorato dei testi, perchè anche se camuffata la difficoltà resta".
E' sbagliato anche costringere i bambini a leggere dei libri complicati, in questo modo certamente l'ultima cosa che ne trarranno sarà l'amore per la lettura.
Dunque che cosa consiglia il pediatra? "Facciamo riposare i nostri figli senza assillarli con i compiti: arriveranno rilassati a settembre, pronti a ripartire. E il prossimo inverno si ammaleranno anche meno perchè lo stress abbassa le difese immunitarie, facilitando le infezioni. Nessuna paura - conclude - nemmeno che gli alunni dimentichino le nozioni acquisite durante l'anno, perchè le cose apprese da piccoli sono quelle più durature. Sarà allora più utile per genitori e figli, invece, stare all'aria aperta anzichè chiusi in camera a fare i compiti".


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