(2° pagina) (Torna alla 1° pagina..) anticoagulante orale.
In questo studio i pazienti sono stati seguiti dall’inizio della terapia sino al termine dello studio stesso, determinando le diagnosi di ictus o decesso. Nei pazienti che hanno avuto un ictus i ricercatori ne hanno valutato la gravità e la mortalità entro 30 giorni.
Rivaroxaban ha ridotto complessivamente gli eventi di ictus del 37% (Hazard Ratio (HR)=0,63 Intervallo di Confidenza (IC) al 95% 0,53 – 0,76). Fra i soggetti che hanno avuto un ictus durante lo studio, quelli che erano in terapia con rivaroxaban hanno avuto ictus di minore gravità, rispetto ai soggetti in terapia con warfarin. Rivaroxaban è stato associato a una riduzione del rischio di ictus grave del 62% (HR=0,38 IC al 95% 0,16 – 0,90). Inoltre, nei soggetti in terapia con rivaroxaban è stato riscontrato un rischio di mortalità post-ictus entro 30 giorni significativamente inferiore rispetto al gruppo in terapia con warfarin. Nello specifico, rivaroxaban ha ridotto il rischio di mortalità post-ictus entro 30 giorni del 64% (HR=0,36 IC al 95% 0,19 – 0,67).
"Gli ictus causati da Fibrillazione Atriale tendono ad essere di maggior gravità e a comportare maggiori danni irreversibili, in termini di disabilità e mortalità, rispetto agli ictus per altre cause. Pertanto proteggere questi pazienti dall’ictus dovrebbe essere la principale priorità dei medici" - ha dichiarato Mark Alberts, membro dell’American Heart Association, Direttore della Neurologia, Dirigente Medico dell’Ayer Neuroscience Institute dell’Ospedale di Hartford - “Questo studio retrospettivo evidenzia che rivaroxaban ha comportato minori eventi di ictus rispetto a warfarin, ma quello che più colpisce sono le evidenze di vita reale dei benefici salvavita del farmaco e il numero significativamente inferiore di ictus gravi e invalidanti, sempre in confronto a warfarin".
Questo studio retrospettivo ha arruolato soggetti che hanno avviato la terapia con rivaroxaban (6.876 pazienti) o con warfarin (13.597 pazienti) entro 30 giorni dalla prima diagnosi di Fibrillazione Atriale non-valvolare (FANV) nel periodo compreso fra il 2011 e il 2017. I dati di questi soggetti provengono dal Database Optum Clinformatics. I criteri di inclusione hanno compreso: punteggio CHA2DS2-VASc pari o superiore a 2 (ovvero rischio di ictus da moderato ad elevato), assenza di precedente ictus e nessuna terapia anticoagulante, per almeno sei mesi precedenti la diagnosi di Fibrillazione Atriale. Al basale i due gruppi presentavano caratteristiche, tra cui indice di comorbidità e punteggio CHA2DS2-VASc, simili. L’età media era rispettivamente di 73 e 76 anni e il follow-up medio rispettivamente di 23 e 29 mesi.
L’ictus è stato classificato, nel contesto ospedaliero, mediante i codici ICD-9 -10 e la mortalità post-ictus valutata entro 30 giorni. La gravità dell’ictus è stata definita utilizzando la Scala per l’Ictus del National Institute of Health, che fornisce una misura quantitativa del deficit neurologico associato all’ictus, e l’ictus grave identificato con un punteggio pari o superiore a 16.

Leggi altre informazioni
05/12/2018 Andrea Sperelli


Puoi fare una domanda agli specialisti del forum e iscriverti alla newsletter, riceverai ogni 15 giorni le notizie più importanti.

Keywords |

Sondaggi Nei preliminari sessuali non bisogna tralasciare...
Che cosa? Vota | Risultati

Tutti i SONDAGGI di ItaliaSalute.it

Italia Salute sempre con te

Abbonati ai Feed Rss Aggiungi a IGoogle Aggiornamenti 
              sulla salute, sulla medicina, promozioni La Pubblicità su Italia Salute

Le informazioni di medicina e salute non sostituiscono l'intervento del medico curante