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alla 1° pagina..) sull’attivazione del sistema immunitario, punta esattamente all’obiettivo opposto, ovvero a tenerlo spento. Si tratta di un vaccino tollerizzante che riesce a prevenire l’infiammazione e a migliorare la funzione del cuore.
Lo studio è firmato da Marinos Kallikourdis, docente di Humanitas University, che spiega: «Il lavoro indica che lo scompenso cardiaco non ischemico ha forti componenti autoimmuni. La sua progressione è guidata dal riconoscimento di specifiche molecole, i cosiddetti auto-antigeni, da parte dei linfociti T. Queste molecole sono sufficienti a produrre i sintomi, che a loro volta possono essere trattati agendo sul meccanismo di attivazione immunitaria. Si tratta di un risultato importante, anche se per ora limitato al modello sperimentale della malattia. I prossimi passi saranno di validare quanto ottenuto in contesti clinici e proseguire nello sviluppo di modalità idonee per poter portare il nuovo set di soluzioni al letto del paziente in modo sicuro. Una strada lunga, ma che vale la pena percorrere».
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13/12/2024 Andrea Piccoli
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