La fecondità assistita in caso di obesità maschile

L’impatto della condizione sul successo della tecnica

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Nell’ambito del congresso ESHRE 2023, il dottor Andreu Quintana Vehì, embriologo di Eugin, ha presentato i risultati di una ricerca finalizzata a stabilire l’effetto dell’indice di massa corporea paterno (BMI, body mass index) sullo sviluppo dell’embrione: sono stati analizzati oltre 10.500 embrioni di 1.400 coppie sottoposte a trattamenti di fecondazione in vitro con ovociti di donatrici.
Dalla ricerca è emerso che gli embrioni generati utilizzando sperma di uomini con un BMI superiore a 25, considerati quindi obesi secondo L’Organizzazione Mondiale della Sanità, impiegano più tempo per effettuare le divisioni iniziali e mostrano una qualità leggermente inferiore, ma successivamente si sviluppano normalmente.
Pertanto, gli uomini con un BMI più elevato, sottoposti a trattamenti di fecondazione in vitro con ovociti di donatrici, hanno le stesse possibilità di successo degli uomini con ...  (Continua) leggi la 2° pagina articolo di salute altra pagina

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Del 11/10/2023 12:34:00

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