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    Risultati da 41 a 50 DI 250

    20/09/2021 11:55:00 Potrebbe essere decisiva l’amiloide prodotta dall’organo

    Alzheimer, i rischi arrivano anche dal fegato
    Il cervello non è l’unico organo coinvolto nei meccanismi di insorgenza dell’Alzheimer. Ad affermarlo è uno studio pubblicato su Plos Biology da un team della Curtin University di Bentley, in Australia.
    Secondo le conclusioni dello studio, la neurodegenerazione del cervello potrebbe essere scatenata dalla proteina amiloide prodotta dal fegato, organo che avrebbe quindi un ruolo fondamentale nell’insorgenza e nella progressione della malattia.
    I ricercatori hanno manipolato il Dna di ... (Continua)

    14/09/2021 16:15:00 Farmaci per la disfunzione erettile potrebbero avere un effetto positivo

    Anche l’impotenza fra i sintomi del Long Covid
    Tra i sintomi della presenza della sindrome da Long Covid va annoverata anche la disfunzione erettile. Lo dicono gli esperti della Società italiana di andrologia riuniti a congresso a Riva del Garda.
    Il Long Covid colpisce circa il 10% dei soggetti infettati e si caratterizza per la persistenza di sintomi debilitanti, fra cui i più frequenti sono stanchezza, perdita di gusto e olfatto, difficoltà di memoria e concentrazione. Secondo gli andrologi, anche l’impotenza è un possibile effetto di ... (Continua)

    09/09/2021 16:01:00 Riduzione del volume dell’ippocampo legata alle polveri sottili

    L’inquinamento atmosferico aumenta il rischio di demenza
    Uno studio particolarmente innovativo, quello condotto dai ricercatori del Dipartimento di Scienze Biomediche, Metaboliche e Neuroscienze, che hanno pubblicato la prima meta-analisi dose-risposta mai realizzata riguardante gli effetti dell’inquinamento atmosferico sull’ippocampo, struttura cerebrale di grande importanza per la memoria e per il decadimento cognitivo.
    Prima autrice della ricerca è la ventiquattrenne modenese Erica Balboni, laureatasi in Fisica a Unimore, attualmente ... (Continua)

    09/09/2021 12:20:00 Tracciato l’identikit delle cellule immunitarie che promuovono la degenerazione

    Sclerosi multipla progressiva, identificata proteina chiave
    Nei pazienti con sclerosi multipla (SM), alcune lesioni cerebrali causate dal processo infiammatorio tipico di questa malattia non si risolvono, ma anzi continuano a espandersi danneggiando aree sempre più estese del tessuto nervoso. Queste lesioni in espansione sono chiamate “placche croniche attive” e contribuiscono alla progressiva perdita di funzioni cerebrali nelle forme più gravi della malattia.
    Per comprendere meglio i meccanismi alla base di questo processo di infiammazione cronica e ... (Continua)

    08/09/2021 17:10:00 Studio sull’azoospermia e sulle sue conseguenze a lungo termine

    I meccanismi all’origine dell’infertilità maschile
    L’azoospermia non ostruttiva è definita come la totale mancanza di spermatozoi nel liquido seminale, causata da disfunzioni nel processo di formazione degli spermatozoi stessi all’interno del testicolo e non dall’ostruzione delle vie seminali.
    Si tratta della forma più severa di infertilità di coppia da fattore maschile e offre così una modello ideale per studiare questa condizione. Purtroppo, la sua incidenza nella popolazione è in crescita, almeno nei paesi occidentali: per motivi ancora ... (Continua)

    26/08/2021 16:00:00 Ridotto il danno ossidativo e migliorata la funzionalità mitocondriale

    Nanoparticelle d’oro frenano l’atassia di Friedreich
    Nanoparticelle composte da clusters di atomi d’oro migliorano la funzionalità mitocondriale e riducono il danno ossidativo nei pazienti affetti dall’atassia di Friedreich, una malattia neurodegenerativa causata da un'anomalia del gene che codifica per una proteina e che colpisce principalmente il sistema nervoso centrale e periferico: lo studio è stato pubblicato di recente su Science Translational Medicine.
    La ricerca è iniziata nel 2019 da Chiara Villa, ricercatrice dell’Università Statale ... (Continua)

    16/07/2021 17:45:00 Nuovo studio conferma il legame

    Alzheimer, il rame come fattore di rischio
    L'Alzheimer, la più temuta delle demenze, colpisce oggi circa 30 milioni di persone nel mondo (di cui 600 mila solo in Italia). Un processo degenerativo del cervello che compromette le principali funzioni cognitive e che rimane tra le patologie maggiormente all'attenzione di medici e ricercatori nel panorama globale.
    Una vasta letteratura scientifica negli anni ha supportato la tesi del rame "cattivo" (non-ceruloplasminico) quale fattore di rischio per la malattia di Alzheimer: si tratta di ... (Continua)

    15/07/2021 17:30:00 Esperimento offre uno strumento di espressione a un uomo

    Paralizzato da un ictus, parla con il pensiero
    Tornare a esprimersi, seppure in maniera limitata e con un complesso meccanismo di decodificazione del pensiero. È quanto descrive uno studio sul New England Journal of Medicine che illustra il caso di un uomo paralizzato in seguito a un ictus e non più in grado di comunicare. Perlomeno nella maniera tradizionale.
    I ricercatori dell’Università della California di San Francisco sono infatti riusciti a mettere a punto una sorta di neuroprotesi in grado di tradurre i segnali del cervello ... (Continua)

    13/07/2021 16:30:00 Studio italiano evidenzia problemi cognitivi e comportamentali

    Covid, disturbi psico-neurologici fra i giovani
    Uno studio presentato nel corso del Congresso dell’Accademia europea di neurologia evidenzia la presenza di problemi cognitivi e comportamentali nei pazienti più giovani colpiti da Covid-19.
    «Il nostro studio ha confermato che esiste un'associazione tra Covid-19 e significativi problemi cognitivi e comportamentali e tali problemi persistono diversi mesi dopo la remissione della malattia. Una scoperta particolarmente allarmante sono le modifiche alla funzione esecutiva che abbiamo ... (Continua)

    01/07/2021 11:29:00 Il rischio di mortalità aumenta per chi ha disturbi

    I problemi neurologici legati a Covid
    In oltre l’80 per cento dei casi, i ricoverati per Covid-19 mostrano disturbi di tipo neurologico. In questo sottogruppo, la mortalità ospedaliera risulta 6 volte più alta rispetto a chi non mostra complicanze neurologiche.
    Sono le conclusioni di uno studio del Global Consortium Study of Neurologic Dysfunction in Covid-19 (GCS-NeuroCOVID), a oggi la più grande ricerca sul collegamento tra danni neurologici e coronavirus.
    La ricerca, apparsa su Jama Network Open, ha preso in esame 3 ... (Continua)

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